sabato 9 giugno 2012

2x32 - E3 2012: Ubisoft domina, next-gen alle porte, Nintendo crolla

Diciamocelo: ci sono tre eventi che permettono ai giocatori di posare il pad e staccare gli occhi dal loro gioco preferito del momento, e sono quelli che riguardano i giochi preferiti che verranno, ossia GamesCon, Tokyo Game Show ed E3. Proprio quest'ultimo si è concluso da poco ed è tempo di tirare le somme, visto che la delusione generale è stata cocente e costante nel pubblico così come nella critica: Ubisoft che sorprende ed incanta, softwarehouse giapponesi sottotono, Nintendo che era sinonimo di divertimento ed originalità, non è più la casa delle idee, e sguardi volti al futuro per la prossima generazione di console... ma andiamo con ordine.


Partiamo dai vincitori. Tutti si aspettavano dopo le parole di qualche mese fa inerenti ad un lancio pubblicitario senza precedenti, che la francese Ubisoft puntasse tutto sull'ultimo ed imminente capitolo di punta della sua saga principale, Assassin's Creed III, eppure è stato presentato un sorprendente nuovo ip che lo ha messo totalmente in ombra: Watch Dogs. In uscita nel 2013 per pc e console (anche se non è stato specificato quali), il gioco in terza persona vede al centro tattiche di spionaggio, stealth, e sparatutto, in quello che è stato definito, il mix futuristico fra GTA ed Assassin's Creed. Nella demo mostrata oltre alla cura del dettaglio e ad un realismo impressionante, possiamo vedere come il protagonista riesca a rintracciare e pedinare il proprio obiettivo, tramite cimici, rilevatori e strumenti d'avanguardia che disturbano le comunicazioni, fino ad un incredibile inseguimento ed uno scontro a fuoco. 


Diversamente spettacolare, ma altrettanto divertente, arriva il sequel dell'assodato Rayman Origins, in esclusiva Nintendo, dal titolo Rayman Legends: il gioco si presenta coloratissimo e originale nei suoi ricchi e dettagliati scenari in 2D, e sfruttando il nuovo pad permetterà l'utilizzo di sfiziose ed interessanti features caratteristiche della console della grande N.


Square-Enix non è rimasta a guardare e ci ha mostrato dapprima una demo con il gameplay del nuovo Tomb Raider, remake delle avventure della storica Lara Croft di cui abbiamo parlato proprio qualche giorno fa; le analogie con Uncharted sono moltissime, ma è un lato estremamente positivo viste le bellissime ambientazioni e le atmosfere action, che offrono anche numerose sfide soddisfacenti per il giocatore.


Ma come se non bastasse ha presentato niente poco di meno che una tech-demo di... Final Fantasy! Calmate i vostri animi se speravate una demo del gameplay di Final Fantasy Versus XIII, purtroppo, a distanza di quattro anni dal suo annuncio, non c'è niente di nuovo e i fan cominciano a tremare... ma se c'è qualcosa che le tech-demo ci hanno insegnato, è che quando Square-Enix le mostra, la nuove generazione di console è alle porte: lo era con quella di Final Fantasy VIII per PS2 e quella di Final Fantasy VII per PS3, ebbene, ci si trova di fronte ad un nuovo personaggio femminile nota come Agni, che sembra trovarsi in una sorta di favelas brasiliana attaccata da misteriose creature che la costringono dapprima alla fuga e successivamente ad attaccare invocandone altre. Le capacità del nuovo Luminous Engine sono stupende, ma il problema degli ultimi capitoli dello storico JRPG erano i contenuti più che la forma, avrà capito i propri errori? Provate a ricordarglielo compilando il form di gradimento presente nel sito ufficiale inglese, dopo aver visionato il video qui di seguito.


Parlando invece di sostanza e qualità oltre che belle apparenze, non possiamo assolutamente dimenticarci di Naughty Dog: i papà di Crash Bandicoot ed Uncharted, ci deliziano con una gameplay demo di The Last of Us, esclusiva PlayStation 3 in uscita nel 2013, un nuovo survival horror in grado di fare le scarpe a quello che una volta era Resident Evil: la storia comincia in una zona di quarantena, in un quartiere di una città somigliante a Boston, venti anni dopo la diffusione del fungo che ha trasformato le persone in zombie. Ellie è nata proprio in quella città. È una ragazza sveglia, a cui piacciono cose appartenenti al "mondo di prima", come la musica e i libri. Joel vende droghe e armi tramite il mercato nero della zona. È un ex cacciatore e pare abbia ucciso un bel po' di persone innocenti, in passato. Viene reclutato da un amico in punto di morte perché porti Ellie fuori dalla zona di quarantena, per motivi sconosciuti. Ma le cose vanno male, i militari vengono coinvolti e Joel fugge con Ellie per mantenere la promessa fatta all'amico morente. Un ottimo titolo in terza persona che mescolerà azione, stealth e cinematic action.


E parlando di survival-horror non possiamo fare a meno di citare il riuscitissimo ZombiU, un misterioso titolo legato agli zombie e ambientato nella Londra post olimpiadi. Del gioco è stato mostrato solo un suggestivo trailer ricco di scene molto crude e di stop motion, una telecamera esplora svariate scene mentre il tempo sembra congelato svelando particolari sempre più macabri mentre un misterioso morbo sembra intaccare in modo sempre più esteso un corpo sano. Il livello di difficoltà è molto alto, visto che come è stato annunciato, per perdere nel gioco, basterebbe un solo morso.


Anche i fan di manga ed anime avranno il loro bel da fare, visto che sono stati annunciati fra gli altri, Dragon Ball Z Kinect che sfrutterà l'omonima periferica XBOX 360 per farvi combattere in primo luogo nel primo picchiaduro in prima persona, Hokuto no Ken: Hokuto Musou II e One Piece: Kaizoku Musou, che come il nome evoca, si tratterà rispettivamente di titoli sulla falsa riga dei vari Dynasty Warriors di Koei Tecmo e che tratteranno rispettivamente la seconda parte del manga e la storia dell'intera prima parte della serie, una corposa avventura lunga oltre cinquanta volumi.


Molto attesa anche l'ultima fatica creata dalla congiunzione degli sforzi di Level 5, famosa per i brillanti capitoli di Dragon Quest e lo Studio Ghibli, artefice della trasposizione in realtà delle fantastiche storie ideate dal maestro Hayao Miyazaki, il JRPG Ni no Kuni. Il gioco alterna superbe sequenze animate ad una pulitissima grafica in cel-shading ad una poetica storia pluri-premiata dalla critica. Già nella fine di gennaio 2013, i giocatori di PlayStation 3, potranno giocarci grazie ad una traduzione testuale italiana e ad un doppiaggio a scelta fra quello inglese o giapponese.


Eppure, al di là di quest'ultimi, sono davvero pochi i titoli notevoli presentati dal Giappone, il settore videoludico del Sol Levante stagna in cattive acque a causa di una carenza di originalità e qualità, e lasciandosi surclassare dagli occidentali. Ne è una prova Nintendo, leader nel settore delle idee e dell'innovazione, che si era ripromessa di conquistare gli hardcore-gamers con WiiU, la sua nuova piattaforma, eppure ha presentato una line-up di titoli piuttosto scialba e che non convincerebbe un ipotetico neo-giocatore all'acquisto della stessa visto che alcune delle famigerate esclusive lo sono solo temporalmente e che non avrebbe senso acquistare una nuova console per giocare solo i soliti titoli dell'idraulico battuto, Super Mario e l'elfo guerriero per eccellenza, Link, protagonista della leggendaria saga The Legend of Zelda in alternativa a dei multipiattaforma già presenti nella console in possesso da diverso tempo addietro (qualcuno ha nominato Batman: Arkham City?). Come se ciò non bastasse i primi venditori online pronosticano dei prezzi esosi in prevendita per la console: 350€ per una WiiU dotata di un singolo pad/tablet, 170€ per un secondo pad/tablet e 75€ per un pad professionale. Sul fronte portatile, un'altra grande scivolata è stata registrata ed è dovuta a causa di una leggerezza nel corso della progettazione della sua ultima console, la Nintendo 3DS: parrebbe che molti dei software di prossima uscita richiedano una famigerata levetta analogica destra che il modello attualmente in commercio non ha: per venire incontro a questa esigenza, Nyko ed altre marche leadership nella progettazione di questi accessori, hanno creato dei case aggiuntivi dove incastonare la console, ottenendo tuttavia risultati estetici poco gradevoli e scomodi all'impugnatura. Per questo motivo, Nikkei e Famitsu rumoreggiano l'uscita di un Nintendo 3DS XL che possa vantare una distribuzione adeguata dei tasti e l'ingresso della famigerata levetta analogica a destra, simmetricamente prediposta a quella sinistra. Inutile dire che i possessori del primo modello sono giustamente adirati per questa scelta, complice dapprima il corposo taglio di prezzo, ed ora questo: si ha l'idea di aver acquistato un prodotto riuscito a metà e messo sul mercato in fretta e furia. 


Questa serie di notizie ha fatto sì che le quotazioni di Nintendo in borsa crollassero come mai prima d'ora nella storia della casa: 2.68 punti percentuale. Gli investitori, invece, sembrano essere rimasti notevolmente colpiti dalla performance di Sony, le cui azioni sono invece aumentate del 2.14% sul Tokyo Stock Exchange , e del 3.12% sul mercato azionario di New York. Ubisoft, invece, è stata la società che ha guadagnato molto più rispetto alla concorrenza precedentemente citata, con il suo bel più 5%.
  • Ubisoft (+5%)
  • Sony-New york (+3.12%)
  • Sony-Tokyo Stock Exchange (+2.14%)
  • Nintendo (-2.68%)
Cosa ci riserverà il futuro? E' giunta l'alba delle nuove generazioni? Questo E3 2012 è stato decisamente sottotono, e tutti sembrano essersene resi conto: dagli addetti ai lavori ai consumatori. Incrociamo le dita su ciò che accadrà, ma prima come al solito, mettete il gioco in pausa!

venerdì 8 giugno 2012

2x31 - Arriva il film della Justice League


Il grande successo che la giunzione di Paramount Pictures e Marvel Studios ha ottenuto di recente con il colossale cinecomic The Avengers, ha fatto sì che Warner non dormisse sugli allori e muovesse i suoi primi passi per rispondere per le rime. Infatti, il marchio detiene i diritti di sfruttamento mediatico in ambito televisivo, cinematografico e videoludico di tutti i personaggi DC Comics, ed è intenzionato in seguito alla naturale conclusione della splendida trilogia dedicata a Batman scritta dal magistrale Christopher Nolan, un reboot dei suoi protagonisti per seguire la scia del successo della concorrenza. A darci un'ulteriore conferma di queste insistenti voci è niente poco di meno che Variety, storico e centenario magazine d'intrattenimento che comunica il nome di Will Beall (Gangster Squad, Arma Letale, Castle) al lavoro sulla sceneggiatura di quello che parrebbe essere il film della Justice League.

Ma come verrà strutturato il film che a differenza della concorrenza non ha costruito una mitologia cinematografica lunga anni dedita a raccontare le storie dei singoli personaggi? E quali saranno i membri a prendere parte al kolossal? Per saperlo, non rimane che attendere novità da Hollywood!

giovedì 7 giugno 2012

2x30 - Perché noi siamo lo Sket-Dan!

L'adolescenza e la vita scolastica spesso collimano le rispettive esigenze portando lo studente di turno al centro di infinite problematiche che affrontare, gestire e risolvere da soli talvolta può risultare complicato. Ma se siete residenti in Giappone e frequentate la Kaimei Gakuen, non preoccupatevi perché sto per darvi una dritta su un club scolastico fondato all'unico scopo di sopperire queste difficoltà: lo Sket-Dan!


Partendo da questo incipit, verrebbe spontaneo pensare che ci si trova di fronte ad un titolo di cui abbiamo parlato solo pochi giorni fa, Medaka Box; invece, l'opera di Kenta Shinohara al di fuori del plot di base, affronta un approccio decisamente meno pretenzioso e più giovane, come scopriremo.

"Il bullo della scuola vi tormenta? Non avete nessuno a cui affidare la vostra piccola scimmia domestica? Niente paura, perché c’è un gruppo di tre ragazzi in grado di risolvere qualsiasi problema: i membri dello Sket-dan! L’obiettivo, soccorrere ogni studente che si rivolge al loro club in cerca di aiuto, senza dimenticare di mettersi in posa plastica durante le scene clou! Un’opera tutta da scoprire, condita qua e là da prese in giro dei cliché dei manga e di grandi successi del fumetto giapponese. Preparatevi a ridere di gusto!"

La trama comunicata da Panini Comics, casa editrice che si occupa della distribuzione della serie in Italia, come preannunciato dalle prime righe di quest'articolo, è piuttosto semplice e intuitiva. Bossun, Himeko e Switch sono i membri dello Sket-Dan e si occupano di risolvere i problemi degli studenti in difficoltà, a prescindere da quali essi siano; non è ben chiaro perché il trio sia spinto da quest'altruismo, ma le personalità delineate dall'autore trovano uno spunto molto più profondo al di là della facile catalogazione del genere e delle storie a stampo episodico: Himeko è un'ex-teppista violenta e senza scrupoli, Switch è un otaku che non parla mai e comunica solo tramite computer e Bossun non ha nessuna particolare abilità o talento fisico che lo renda un protagonista carismatico degno d'esser definito tale. Questa caratterizzazione molto particolare lascia spazio ad un'ipotetica riabilitazione del gruppo agli occhi della società previo buone azioni, ma sono solo supposizioni personali dato che il background dei personaggi dall'autore non è stato ancora raccontato nel dettaglio nei primi volumi. Ritornando alla trama principale, possiamo dire che nonostante i membri del club siano solamente tre, Sket Dance può considerarsi tranquillamente un manga corale dato che ogni singolo studente che chiede aiuto al gruppo, finisce successivamente una risorsa esterna consultabile in caso di difficoltà o fruibile come comprimario per le storie a venire; a completare il tutto, l'ingresso in scena del Comitato Disciplinare Studentesco, che non vede di buon occhio l'attività del club dando il via a divertenti sfide e storyline che sfociano in capitoli multipli a differenza di storie autoconclusive.

 
Da un punto di vista tecnico, il tratto commerciale e pulito è ricco di dettagli ed è molto gradevole alla vista, strizzando l'occhio alle nuove generazioni ma non offrendo mai elementi fanservice, una rarità nelle storie di questo tipo. La dinamica delle scene viene rappresentata in modo piuttosto veloce, in poco più di sedici pagine, è possibile assistere ad una storia che sembra molto più lunga, complice i molti baloon dettagliati e l'introduzione di elementi fantasy sparsi qua e là ma dosati sapientemente che rende giustificabile qualsiasi scelta adottata dall'autore, senza far perdere di credibilità e realismo alla trama. Molto buona la dose di riferimenti e gag citazionistiche dedite a spezzare la tensione e gli appunti dell'autore sulla creazione dei personaggi e delle storie di ogni singolo capitolo tra un'avventura e l'altra. Sket Dance può considerarsi una serie molto fortunata, visto che oltre a contare più di venti tankobon, vanta due romanzi ed una fortunata serie tv che consiglio di visionare perché si approccia alla trama del manga in modo differente e che potrebbe regalare un punto di vista alternativo.


Se cercate una versione soft di Medaka-Box, sicuramente Sket Dance fa al caso vostro: risate, demenzialità, combattimenti, azione, romanticismo, colpi di scena rendono la serie una disgressione leggera rivolta un po' a tutti.

sabato 2 giugno 2012

2x29 - Il prequel di Tomb Raider a metà fra Cast Away e LOST

Se parliamo di esplorazione ed avventura, i videogiocatori di tutto il mondo ricorderanno la profanatrice di tombe e tesori, Lara Croft, iconica ed erotica protagonista d'eccellenza della fortunata serie Tomb Raider. Nei vari capitoli delle sue avventure,  l'archeologa britannica visitava tempi e fortezze dimenticate dal tempo e nascoste negli angoli più remoti del globo selvaggio imbattendosi in intricati enigmi e rebus da risolvere, oltre che pericolosi avversari. Da allora, sono trascorsi 15 anni, e dopo innumerevoli sequel e spin-off, Square-Enix (Final Fantasy, Dragon Quest) e Crystal Dynamics (Legacy of Kain: Soul Reaver, Pandemonium), riscrivono le origini in salsa cinematografica, mescolando atmosfere dark ed horror ad action e drama, portandoci a scoprire come Lara è diventata la tomb raider che tutti conosciamo. 


"Tomb Raider esplora le cupe e avventurose origini di Lara Croft e la sua trasformazione da giovane donna timorosa a navigata avventuriera. Armata solo del suo istinto naturale e della capacità di spingersi oltre i limiti della sopportazione umana, Lara deve combattere per svelare il passato oscuro di un'isola dimenticata e sfuggire alla sua morsa inesorabile."


Come la sinossi ufficiale lascia immaginare, il gioco che da molti è stato definito un reboot, è più catalogabile come un prequel, in quanto è il primo capitolo che affronta le origini della protagonista, a malapena accennate nella storica saga principale. Da un punto di vista narrativo, è molto coraggiosa la scelta di snaturare il personaggio originariamente sviluppato da Core Design (Chuck Rock, Hook) e distribuito da Eidos (Hitman, Lego: Star Wars): Lara non è l'affabile e navigata esploratrice che con pistole alla mano si lancia in mirabolanti acrobazie e combattimenti, sicura di sé e delle proprie capacità; ma niente poco di meno che una neo-laureata al suo primo incarico. Appare preoccupata al pensiero dei pericoli che la attendono, dimostrando poca fiducia in se stessa, ciononostante, ha già tutte le doti della grande avventuriera che è destinata a diventare. Unisce il coraggio a una profonda morale: è intelligente, intraprendente e determinata come poche. Insomma, un personaggio che ben poco sarebbe possibile a ricondurre all'attrice Angelina Jolie, volto di Lara nell'omonimo adattamento cinematografico.


La scelta di produrre un gioco con tinte simili è azzardata, e la paura che questo possa snaturare il personaggio è tanta, eppure sono piaciuti tanto i trailer ad oggi diffusi e il senso di realismo ed umanità donati alla nuova Lara Croft che si troverà a dover gestire nelle sue fasi iniziali di gioco molto simili ad un tutorial -che le cambierà la vita...- in cui imparerà a cacciare, arrampicarsi, fabbricarsi una lancia, accendersi un fuoco, costruire un rifugio sicuro e tutta quelle serie di azioni a cui un brillante Tom Hanks ci ha abituati nella bellissima interpretazione in Cast Away. Ma parlando di naufragi è impossibile non citare l'influenza che ha donato LOST al titolo, mietendo vittime e inserendo misteri sparsi qua e là nell'isola, che porteranno i personaggi ad interagire anche con forze misteriose oltre che fra di loro. A ciò verranno aggiunti colpi di scena di stampo hollywoodiano come Uncharted ci ha abituati ed atmosfere avventurose respirate con l'intramontabile serie Indiana Jones.

Tomb Raider in uscita il 5 Marzo 2013 per PlayStation 3, XBOX360 e PC, si appresta ad essere il capitolo in grado di ravvivare e riscrivere la saga caduta da tempo nel dimenticatoio complici seguiti poco ispirati e catturare una nuova fetta di giovani esploratori e cacciatori di tesori.

domenica 27 maggio 2012

2x28 - Medaka Box

Sarò sincero: l'approccio all'ultima jumpata giunta in Italia, era quello di una persona cinica e disillusa. Eppure, dopo la lettura del primo volume di Medaka Box, posso ritenermi soddisfatto, poiché ho avuto modo d'appurare che c'è molto più di quello che sembra.


"Qualunque sia la pena che li affligge, gli studenti dell'istituto Hakoniwa hanno a loro disposizione un rimedio infallibile... infilare una richiesta d'aiuto nella Medaka Box! 24 ore al giorno e 365 giorni l'anno, il presidente del consiglio studentesco Medka Kurokami farà di tutto per risolvere i problemi degli alunni della sua scuola! Insieme a Zenkichi, Akune e Kikaijima, l'invincibile ragazza affronterà tutte le sfide: dai banali compiti in classe a pazzesche battaglie al limite del soprannaturale!"

In un panorama in cui si susseguono una valanga di titoli tutti uguali estrapolati dalle varie riviste shonen, con un plot come quello che avete letto solo qualche riga fa, pensavo di trovarmi sulla falsariga di Sket Dance, invece, se questo fa il verso alle bizzarre situazioni alla Gintama, il manga composto a quattro mani da Nisio Isin (Death Note: Another Note, xxxHolic Another Holic) alla sceneggiatura e Akira Akatsuki (Z-XL Dai, Little Brave Pukateriosu), si presenta atipico per certi versi rispetto agli altri presenti nel magazine. Il fanservice presente in minima parte nelle forme della protagonista, non deve trarre in inganno: trattasi di mero specchietto per le allodole poco sfruttato per altro ai fini della trama che fa del suo punto forte proprio i personaggi. A partire dalla protagonista, Medaka -e non è la prima ragazza a guadagnarsi codesto ruolo in titoli della rivista ammiraglia di Shueisha- avvenente fanciulla dalle curve mozzafiato ed armata dal forte senso di giustizia, pare apparentemente non avere punti deboli: intelligente, forte e con numerosi interessi quali sport e calligrafia, non prova nessun odio o rancore per i suoi nemici o chiunque si mette fra lei e i suoi piani; crede che tutti vadano aiutati o recuperati indistintamente. La capacità d'ascolto e la comprensione da parte di coloro che l'aiutano, condizionano la sua personalità senza farle smarrire la forte morale che la contraddistingue, per questo motivo potremmo quindi definirla una versione simpatica dell'omonima protagonista de La Malinconia di Haruhi Suzumiya. Il dualismo creato fra lei e il suo amico d'infanzia, il co-protagonista Zenkichi, tuttavia si discosta molto fra quello che hanno Haruhi e Kyon; è più probabile che il lettore medio si identifichi in lui, per quanto risulti difficilmente stereotipabile. Infatti, è prerogativa della serie, offrire ai personaggi un variegato e pittoresco spessore psicologico ben congeniato in cui emergono caratteristiche, difetti ed abitudini portati all'estremo che passato lo stereotipo iniziale nella prima manciata di pagine in cui essi sono facili alla catalogazione, regalano nuovi spunti in grado di sorprendere il lettore: non esistono personaggi buoni o cattivi, infinite sfumature di grigi la fanno da padrone tra bianco e nero e tutti hanno qualcosa da nascondere nell'ombra.


La struttura narrativa episodica respirata nel primo volume non esclude l'arrivo di saghe composte da più capitoli e villain che possano mettere in difficoltà il duro compito di Medaka (che ricordiamo, per quanto abbia ottenuto il 98% delle preferenze nel corso delle elezioni, ha un 2% di persone a remarvi contro); per quanto i dialoghi si prestino a una sceneggiatura che oscilla dal drama al comico, sono presenti numerose scene di combattimento in cui i personaggi mostrano una forza sovrumana o sfoggiano particolari tecniche speciali che in quanto assurdità ed innovazione richiamano Le Bizzarre Avventure di JoJo. Il citazionismo ad altri prodotti storici pubblicati da Shonen Jump, si spreca: dalle battute e i riferimenti utilizzati dagli studenti di turno alle pose di Medaka stessa che richiamano puntualmente mostri sacri del fumetto e dell'animazione giapponese, con l'intenzione di voler prendere in giro più che omaggiare le restrizioni che la rivista tradizionalista impone al genere... ma per riuscire a notarlo, il lettore dev'essere in grado di leggere fra le righe. Passando alla realizzazione tecnica, il disegno mostra un tratto molto giovane, pulito e dettagliato scelto appositamente per incrociare il favore delle nuove generazioni e delle visual novel: capigliature bizzarre, piercing e pose dinamiche la fanno da padrone insieme ad una buona regia delle inquadrature che non risultano mai spoglie o prive di dettagli.


Medaka Box è un titolo che sicuramente dividerà il pubblico fra chi non lo sopporterà e chi se ne innamorerà perdutamente: dopo una manciata di capitoli volti alla presentazione dei protagonisti, la storia cambierà registro trasportando il lettore in un contesto scolastico in cui i personaggi più bizzarri si scontreranno per i motivi più assurdi riuscendo comunque a divertirvi e coinvolgervi. Presentato in offerta lancio nei punti vendita convezionati al prezzo di 1,90€, il nuovo titolo a cadenza mensile pubblicato da GP Publishing riesce a sorprendere e divertire, ma essendo molto controverso non è sicuramente un titolo rivolto a tutti; proprio per via del forte sconto consiglio di acquistarlo per darvi una possibilità.

sabato 26 maggio 2012

2x27 - A due anni dalla sua conclusione, il papà di LOST ci racconta il finale

Che l'abbiate vista oppure no, l'avete almeno una volta sentita nominare, LOST. La serie cult più discussa, chiaccherata, seguita e misteriosa dell'ultima decade ha catalizzato l'attenzione di milioni di telespettatori in tutto il mondo per sei anni consecutivi, e sono molti i fan rimasti insoddisfatti del finale. Se i rapporti tra stampa, media e personaggi dello spettacolo è sempre stato conflittuale, immaginate cosa voglia dire per un produttore televisivo confrontarsi con un fan deluso dal suo show. E' quello con cui dovrà misurarsi a due anni dal suo termine, uno dei papà della serie, Damon Lindelof (Prometheus, Once Upon a Time), in una videointervista rilasciata a On The Verge, in cui si esprime sul finale. Se avete quindi dubbi, perplessità o lamentele al riguardo, proseguite dopo il salto per scoprire se troveranno risposta... 

 
A LOST hanno lavorato diverse persone, fra cui spiccano nomi importanti come quelli di J.J. Abrams (Alias, Star Trek, Fringe) e Carlton Cuse (Arma Letale, Indiana Jones, Nashville), ma in quanto co-creatore, Lindelof, non fa da scaricabarile, ed anzi, si proclama responsabile principale di tutte le scelte che hanno portato la serie a concludersi in questo modo. Afferma che l'unico rimpianto che ha, è stato quello di aver dichiarato inizialmente nel corso di un'intervista "tutte le risposte arriveranno", cosa che dalla seconda metà della terza stagione ha ben pensato di non affermare nuovamente, conscio di quando sarebbe terminata la serie. Infatti, dapprima figurava l'improvvisazione dedita a mantenere vivo l'interesse del pubblico nei confronti dello show disseminando mistero e suspance a destra e a manca mantenendo alti gli ascolti e suggerendo al network un rinnovo per permettere la risoluzione delle incognite in sospeso nella stagione a venire; stratagemma indispensabile e d'uso comune quando non si sa quanto avrai l'occasione di raccontare. Con la consapevolezza della conclusione della serie alla messa in onda della sesta stagione, Lindelof ha dichiarato che continuare a visionare la serie solo per ricevere tutte le risposte, avrebbe significato rimanere insoddisfatti del finale


Damon spiega meglio questo suo punto di vista prendendo una delle scene chiavi di The Matrix: la sequenza in cui l'Architetto spiega a Neo cosa c'è dietro alla Matrice, è una delle cose peggiori che siano mai state girate, e volevano categoricamente tenersi alla larga dal realizzare qualcosa di simile. Facendo una critica costruttiva a sé stesso si potrebbe dire che il finale equilbrato risiederebbe nel mezzo tra la scena dell'Architetto in The Matrix dove è stato detto troppo e il finale di LOST dove è stato detto troppo poco; tuttavia fra le due, sicuramente il primo rischia di far perdere la magia che caratterizza il prodotto, prediligendo il secondo. In sostanza, potremmo definire la linea di pensiero dell'uomo con un: non tutte le domande dovrebbero avere una risposta. Le parole di Lindelof trovano conferma in un episodio molto caro ai fan, "Al di là del Mare" (quindicesima puntata della sesta stagione), che ha diviso molti fan iniziando ad introdurre risposte inerenti ad alcuni misteri e personaggi, ma che nonostante la sua importanza, risulta una delle puntate a cui l'uomo è meno legato proprio a causa della struttura narrativa: informazioni su informazioni che si sussegueno al solo scopo di fornire allo spettatore parte di ciò che voleva, nessun nesso con i personaggi su cui avevano lavorato negli anni in precedenza.


Lindelof ribadisce che tutto ciò che è successo nella serie è reale: l'aereo che precipita, il fumo nero, i viaggi nel tempo, l'isola che si sposta, la botola che implode, la morte di Jack. L'idea di LOST era quella di rendere palpabile il concetto di Purgatorio, rappresentato dall'isola stessa, cosa che molti fan hanno capito in maniera quasi istantanea quando l'aereo è precipitato e ha fatto sì che persone apparentemente sconosciute tra di loro ma in un qualche modo connesse e con le rispettive esistenze alla deriva, si incontrassero trovandosi uniti nella tragedia; da qui il titolo LOST che trova più coerenza nella metafora di coloro che hanno perso la via, più che nel senso figurato di coloro che sono dispersi. Non è un caso che i personaggi che giungono alla fine del loro percorso, poco dopo spirino, quasi come se si fossero guadagnati il Paradiso. Seguendo questo filo logico, ci è chiaro come Damon e gli altri showrunner abbiano più a cuore l'interazione tra i personaggi e la reciproca compensazione che li porta ad aiutarsi e risolvere i rispettivi problemi a dispetto di come bene e male abbiano preso piede sull'isola, chi essi siano e cosa rappresentano in termini spirituali, esoterici e narrativi: concentrarsi sulla soluzione del problema a dispetto dell'origine.  


Il papà di LOST conclude dicendo che quando creano un mistero da presentare allo spettatore, sanno già dove andare a parare con la soluzione dello stesso e che la risposta dei fan al problema, conta tantissimo, visto che quando pensano ad una soluzione, sono i primi nel momento in cui valutano gli eventuali sbocchi narrativi a vagliare differenti scenari e le conseguenti reazioni, dato che a loro volta sono fan: la stessa reazione che il pubblico ha dopo aver assistito ad un colpo di scena, l'hanno avuta anche i creatori dello show mesi prima di girarla, solamente scrivendone il copione.

Soddisfatti? Se la risposta è no e volete saperne di più, non rimane che provare ad intervistare Damon Lindelof fra un altro paio d'anni, sia mai saremo più fortunati!

venerdì 25 maggio 2012

2x26 - I Simpson tornano al cinema

Se stavate sperando di rivedere quanto prima i gialli più famosi d'America al cinema, purtroppo le vostre aspettative verranno ripagate solamente in parte. Infatti, il produttore televisivo Al Jean (Teen Angel, The Critic) conferma che la famiglia di Homer, farà il suo ritorno nelle sale cinematografiche in un cortometraggio trasmesso in testa alla proiezione del quarto capitolo della fortunata serie cinematografica targata 20th Century FoxL'Era Glaciale: Continenti alla Deriva.

 
"Jim Brooks, produttore esecutivo voleva che realizzassimo un corto nello stile della Pixar o comunque nello stile di quelli proiettati al cinema molti anni fa" dihiara Jean a E! Online riferendosi ai classici Disney e Warner che fanno capolino sulle nostre tv da anni ne sono esempio, "l'idea era ringraziare i fan che ci seguono cono rinnovati entusiasmo ed affetto, da oltre 25 anni", conclude poi. Contrariamente alle aspettative, la protagonista assoluta del corto sarà la piccola Maggie Simpson che nella serie regolare non ha mai coperto un ruolo importante salvo pochissimi episodi, complici la giovanissima età e l'incapacità di parlare che l'hanno portata ad essere indirettamente protagonista di simpatiche gag in quanto macchietta comica. Il produttore fornisce inoltre delucidazioni sul titolo, la durata e la trama del corto: "Si intitolerà Maggie Simpson in The Longest Daycare e durerà poco più di quattro minuti. La storia ruota attorno al primo giorno di Maggie all'Asilo Ayn Rand: in quella struttura i bambini vengono inseriti in un macchinario brevettato dal Professor Frink che ha lo scopo di determinare previo uno scan, il loro futuro; quando Maggie come risultato ottiene un "nulla di speciale", viene reclusa in un'area mediocre dell'asilo in cui si susseguiranno una serie di assurde e situazioni divertenti." Sono interessanti inoltre le informazioni rilasciate sulla realizzazione del corto: "Ritorniamo all'utilizzo del 3D dopo l'apprezzato successo di qualche anno fa (si riferisce al corto in cui Homer che finisce nel nostro mondo raffigurato nello speciale annuale di Halloween, La Paura fa Novanta VI), ci siamo evoluti da allora e pensiamo che sia bello aver la possibilità di sfruttare i passi avanti che abbiamo fatto nel frattempo per testare l'indice di gradimento sul pubblico e capire se il prossimo film ispirato a The Simpson, possa piacere se realizzato con quella tecnica." 


I fan italiani della serie potranno visionare il corto, la cui regia è stata affidata a David Silverman (La Strada per Eldorado, Monster & Co.) nei cinema italiani che proietteranno L'Era Glaciale: Continenti alla Deriva a partire dal 28 settembre 2012.