martedì 3 luglio 2012

2x39 - Smallville continua a fumetti e presenta Batman

 
Se siete degli appassionati di Superman, icona storica del supereroe americano per eccellenza, allora non vi sarete sicuramente persi la fortunata e longeva serie tv che ne riscrive le giovani origini, Smallville. Nella serie prodotta da Warner Bros e con protagonista Tom Welling nei panni dell'adolescente Clark Kent, veniamo a conoscenza del lungo (ed inedito) cammino che ha portato Kal-El a prendere consapevolezza delle proprie capacità ereditate dal suo passato e del proprio destino che cambierà il suo futuro. La serie che riscrive la storia introducendo nuovi personaggi e sovvertendo l'ordine degli eventi, è tuttavia legata a limiti di budget, un rating inferiore e schemi televisivi piuttosto precisi: Clark non scoprirà subito i suoi poteri ne le proprie origini aliene, spesso ci si troverà di fronti a triangoli amorosi e gelosie problematiche in grado di far impallidire Gossip Girl o One Tree Hill, come ogni teen-drama che si rispetti. Dopo un percorso lungo dieci anni, è arrivato il momento che tutti i fan aspettavano con trepidazione: Clark è giunto a Metropolis, innamorato come non mai di Lois Laine, ed è finalmente venuto per lui il momento, di indossare la tuta blu con la famosa S e il mantello rosso. Ma è proprio in quel frangente che la serie tv termina lasciando con l'amaro in bocca i fan storici di Superman.


Non fraintendetemi: anche a me spiace non aver potuto ammirare più a lungo Welling vestire i panni dell'uomo d'acciaio, ma dovevamo aspettarcelo visto che la serie aveva lo scopo di narrarci il percorso di crescita e maturazione di Clark fino all'accettazione del suo ruolo nell'universo, quindi era normale che la serie qui terminasse. Dall'altra parte i più maliziosi sospettano che concludere la serie così implichi la consapevolezza che l'addentramento a pieno nel Super-Universe imponga battaglie al cardiopalma in volo, nello spazio e a colpi energetici ed esplosioni, difficilmente gestibili con il budget destinato ad una serie tv. Motivo per cui, come già fu fatto ai tempi con altri serial del medesimo network quali Buffy: The Vampire Slayers e Fringe, si è pensato di continuare la serie tv con un fumetto ufficiale, la cui sceneggiatura è scritta niente poco di meno che da alcuni produttori esecutivi e showrunner del drama televisivo. Con il titolo semplice ed intuitivo Smallville Season #11, il filone narrativo della serie tv trova quindi il naturale prosequio, ripartendo proprio da dove la storia su schermi terminava, senza più problemi di budget e ascolti, e guadagnandosi soddisfacenti riscontri di critica e pubblico, aggiudicandosi anche il primato del digital comic più scaricato fra le serie DC Comics. E proprio dallo sconfinato universo di personaggi della DC, Smallville ha preso in prestito diversi personaggi a far da special guest-star a Supey: da Freccia Verde ad Aquaman, da Impulso a Cyborg, da Supergirl a Booster Gold. Un grosso nome manca all'appello, ma ecco che fa la sua spettacolare comparsa nel quinto volume della novel, di chi stiamo parlando? Batman.


Della trama della storia in questione ci è dato sapere poco se non che un vigilante conosciuto come Batman sta seminando il terrore fra i bassifondi, cercando l'assassino dei suoi genitori. E' chiaro sin dall'inizio che il personaggio ha subito un restyle come avvenne per lo stesso Kent, complici il nuovo costume e un'inedita Nightwing donna al suo fianco, al posto di Robin. Per sapere cosa scatenerà all'interno della serie un incontro di queste proporzioni non rimarrà che attendere la pubblicazione italiana della storia.

lunedì 2 luglio 2012

2x38 - Berserk torna al cinema, e convince a metà

Quale problema non affligge un lettore di comics ma affligge un lettore di manga? Non sono posseduto dallo spirito di Edward Nigma, ma voglio far capire a quella fetta di lettori del made in USA quanto può essere stressante seguire una serie pubblicata in Italia ancora in corso in Giappone: i volumi escono a cadenza trimestrale in patria, e giungono da noi solo con diverso ritardo, aggiungete il fatto che non si hanno diversi autori al lavoro sulla stessa serie, ma uno solo con uno staff di aiutanti al suo seguito. E con queste prerogative ci si può imbattere in tre tipi d'autori: il cagionevole, come ad esempio Toshihiro Togashi, che a causa di problemi di salute, da anni rende discontinua la pubblicazione di Hunter X Hunter, il megalomane, fra cui spicca Kazushi Hagiwara, che anziché disegnare i nuovi capitoli del suo Bastard!! si perde nei più bizzarri progetti quali storie hentai realizzate sui suoi personaggi, e lo svogliato, Kentaro Miura, che fra bighellonamenti vari tra anime, manga e videogames, raramente ci fornirà la conclusione di Berserk in tempi utili. E proprio attorno a quest'ultimo manga, un po' per celebrare il titolo e un po' forse per tenere vivo l'interesse dei lettori a causa dell'eccessiva lentezza dello stesso, si è deciso di realizzare una trilogia cinematografica incentrata sul primo lungo arco narrativo della serie, ho visionato per voi il primo di essi e mi appresto a raccontarvelo.


La trilogia prodotta da Warner Bros porta il titolo de Berserk Ōgon Jidai-Hen, che letteralmente potremmo tradurre come Berserk: Gli Anni d'Oro, e il primo capitolo della stessa ha il sottotitolo L'Uovo del Re Conquistatore. Non intendo prolungarmi troppo sulla trama di uno dei manga più datati nel bel paese che vanta numerose edizioni e ristampe, ma per i pochi che ancora non avessero letto, darò un accenno di quanto accade nel film: in un'epoca medievale che non ha nulla da invidiare ai fantasy più noti, i regni combattono con i rispettivi eserciti al solo scopo di espandere il proprio dominio sul territorio nemico. Quando un esercito è notevolmente inferiore alle fila nemiche, è uso e costume per il suo sovrano ingaggiare dei mercenari per combattere la propria guerra, Gatsu è uno di questi: un ragazzo spocchioso, presuntuoso e scontroso, armato da una spada molto più grande di lui e da una rabbia in combattimento che lo rende temibile per qualsiasi motivo. Proprio a causa di questa sua caratteristica viene notato da Grifis, affabile e fascinoso stratega militare a comando de l'Armata dei Falchi, un gruppo di abili mercenari che decide di reclutarlo per diminure le distanze che lo separano dai potenti e le nobilità.


Se siete fan dell'opera, avrete avuto modo di notare come il design del manga appaia più vivido e fedele in quest'adattamento cinematografico a dispetto dalla già eccellente serie tv: il punto forte della pellicola è senz'ombra di dubbio l'impeccabile realizzazione tecnica che presenta personaggi dettagliati sia nelle scene in primo piano così come quelle in secondo piano e non fruibili ai fini della trama, ineccepibili ed epiche le scene di combattimento specie se numerosi, con un'elevata presenza di animazioni differenti e realistiche a seconda dell'azione (quasi come se ci fosse stato un lavoro di motion capture), il tutto realizzato in cel-shading mentre si offrono maestose e spettacolari location realizzate con con animazione tradizionale d'altissimo livello. La stessa cosa possiamo dirla per la colonna sonora variegata e mai a sproposito, con tracce particolarmente sentite ed azzeccate; non ultimo il buon doppiaggio che regala interpretazioni caratteristiche e perfettamente in tono alla personalità dei personaggi. Strabiliante la dedizione e la cura per i particolari delle animazioni realizzate dallo Studio 4°C.


Eppure, la golden age di Berserk ci ricorda proprio che non è tutto oro quel che luccica: questo film adattando la prima parte del manga, si auspica che sia visibile e godibile ad un pubblico che il manga non l'ha proprio letto, eppure, proprio questa fetta di pubblico rimarrà sbigottita. Sono state infatti tagliate per intero alcune scene chiave volte alla caratterizzazione e ai legami dei personaggi: il passato di Gatsu, il protagonista è completamente scomparso ad eccezione fatta di un flashback in sogno dello stesso, che comunque essendo molto confusionario non permette di far trapelare cosa ha dovuto passare il ragazzo e per quale motivo questi è cresciuto con quell'abilità con la spada e quella rabbia che manifesta in battaglia andando in un vero e proprio stato di berserk da cui prende il titolo l'opera, così come il rapporto che lo fa accettare dal resto dei membri dell'Armata dei Falchi, che dapprima non tolleravano minimamente la presenza del nuovo ingresso tanto desiderato dal loro capo, Grifis. Un vuoto narrativo di tre anni cancellato in pochi secondi, che lascia interdetti i fan dell'opera e che con probabilmente solo mezz'ora di più avrebbe saputo rendere questo film, un sicuro capolavoro. Tuttavia, non è detto che la scelta registica attuata da Toshiyuki Kuuboka non possa dar i suoi frutti, decidendo di inserire nuovi aneddoti nei capitoli a venire -magari anche raccogliendo il dissenso di molti sostenitori accaniti della pellicola- ma adesso è presto per giudicare.


In attesa del secondo capitolo e di una prima localizzazione audio in italiano che ricordiamo: è certa, in quanto ufficializzata proprio dalla stessa Warner, posso tranquillamente affermare che Berserk Gli Anni d'Oro I: L'Uovo del Re Conquistatore è un titolo riuscito a metà, un'ottima realizzazione tecnica non sopperisce i vuoti narrativi lasciati nella stesura della rilettura di questa sceneggiatura. Sicuramente da guardare per tutti i fan del manga originale e del fantasy occidentale, sebbene l'idea che questo prodotto risulti gambizzato nella sua interezza purtroppo rimane, e lascia l'amaro in bocca.

domenica 1 luglio 2012

2x37 - Disney e Marvel fra sequel e nuovi brand, all'assalto dei cinema

Se pensavate che ultimamente stessi latitando a causa del caldo, è il caso sappiate che... avevate ragione da vendere. Le dita sudano sbavando l'inchiostro sui volumi, la console a momenti decolla prima dei savepoint, il pc si sta sciogliendo e io con lui; ma siccome è sabato sera ed io da buon Nerd (la maiuscola è d'obbligo) lo trascorro a casa, eccomi qui a disquisire su panel, rumour e quant'altro riguarda l'universo cinematografico Marvel.

Dal Cinè 2012 di Riccione arrivano conferme ufficiali che prima erano solo ufficiose: Disney Studios ha infatti presentato i loghi ufficiali inerenti ai franchise di maggior successo, quali Iron Man 3, Thor 2, Captain America 2 e la pellicola corale che riunisce i singoli protagonisti delle pellicole, The Avengers 2. Ma è dall'America che arrivano le grosse novità: LatinoReview comunica niente poco di meno che i Marvel Studios e Paramount sono a lavoro su una mole spropositata di nuovi franchise da collegare alla serie principale, e sempre secondo i rumour che la webzine rilascia, i personaggi chiamati in causa sarebbero i seguenti: 


- I Guardiani della Galassia: si tratta di un gruppo di supereroi extraterrestri che si occupa di garantire la pace nello spazio (qualcuno ha nominato Il Corpo delle Lanterne Verdi?) in un futuro lontano; a causa dei legami che il gruppo ha con il personaggio di Thanos, prossimo villain mostrato nella scena dopo i titoli di coda del film The Avengers, il gruppo potrebbe ritornare indietro nel tempo come nella serie a fumetti originale e interagire coi Vendicatori per fronteggiare insieme una minaccia comune. Confermato anche da Variety ed Hollywood Reporter, il film dovrebbe uscira al cinema il 14 maggio 2014;
- Pantera Nera: uno dei primi supereroi di colore, narra le vicende di T'Challa, figlio del Re del Wakanda, ricco paese africano ricolmo di miniere di vibranio, un minerale particolare in grado di assorbire e convogliare energia cinetica. Il lato felino e dark del personaggio garantirebbe una presenza di sicuro rilievo all'interno di un gruppo che non ha ancora un personaggio con questo carisma;
- Dottor Strange: conosciuto come lo Stregone Supremo o il Signore delle Arti Mistiche è uno dei pochissimi supereroi dell'universo Marvel, a non usare poteri mutanti, abilità fisiche e telecinetiche innate, ma arti magiche. Diventerà uno dei membri più importanti degli Illuminati, organizzazione segreta istituita da Tony Stark;
- Ant-Man: Brillante scienziato, sviluppa un siero miniaturizzante che gli permette di assumere le dimensioni di una formica -da qui il suo alterego supereroistico- e in grado di manovrare a proprio piacimento la volontà degli insetti scaraventandoli contro il nemico. Membro storico degli Avengers insieme a Wasp, il personaggio sarebbe dovuto comparire già nel primo film, ma la Marvel nutre serie riserve su come fare ricorso in modo credibile al personaggio nel contesto cinematografico ad oggi creato.


Finito qui? Niente da fare, la collaborazione fra Marvel Comics e Walt Disney continuerà in un nuovo progetto che ruota attorno stavolta ad un film d'animazione, incentrato sulla graphic novel Big Hero 6, la storia di un team di sei eroi con storie e poteri differenti uniti dal governo giapponese per formare una super-squadra in grado di intervenire nei momenti di crisi. Honey Lemon, l'agente segreto esperta di nanotecnologia, GoGo Tomago, un ex detenuta capace di tramutare il suo corpo in fuoco, Hiro Takachico, un tredicenne dotato di un’intelligenza straordinaria, Baymax, un’entità sintetica creata da Hiro come progetto scientifico scolastico, Silver Samurai, un mutante giapponese con poteri sovrannaturali, e Wasabi-No-Ginger, uno chef che usa i suoi coltelli per combattere. Vuoi per il contesto nipponico che per il verso che il titolo fa ai manga amalgamandoli ai comics americani, la godibilissima serie si presenta come una ventata d'aria nuova in mezzo a tanti cinecomic, prestandosi volentieri alle amorevoli cure di Pixar.

Gasati? Il vostro senso di ragno è impazzito? Se ora fa caldo, preparatevi a sudare di fronte alle atmosfere bollenti che respireremo tra un mese ai panel ufficiali del ComiCon!

lunedì 18 giugno 2012

2x36 - Saint Seiya ha il suo Dragonball GT?

La domanda che apre il post è più che legittima. Se siete fan di animazione giapponese e non sapete che la leggendaria serie Saint Seiya, meglio conosciuta in Italia con il nome de I Cavalieri dello Zodiaco, ha passato il testimone ad una nuova generazione di eroi, evidentemente vivete sulla luna. Saint Seiya Ω (sì, faccio il saputello, si legge Omega), è la nuova produzione animata realizzata da Toei Animation.


La serie, si svolge in un futuro in cui alberga la pace: quando su un'isola greca del Mediterrano, compare Marte, Dio della Guerra rappresentato da un'entità di cosmo, attaccando Saori Kido, incarnazione umana di Athena. A salvarla lei e il neonato che accudiva, Kouga, compare Seiya, non più ad impersonare il Bronze Saint di Pegasus, ma il Gold Saint del Sagittario. Diversi anni dopo Seiya è scomparso, Kouga è cresciuto ed addestrato da Shaina, e Marte torna al suo attacco: la divinità combatte nuovamente Athena, Kouga espande il suo cosmo per difendere la donna, risvegliando il cloth di Pegasus; ma gli sforzi del ragazzo non sono sufficienti a sconfiggere il nemico, che rapisce Saori. Ha così inizio il viaggio di Kouga al salvataggio della dea che lo porterà da Palaestra, Accademia d'addestramento per Saint dove farà la conoscenza di pericolosi avversari e validi compagni, oltre al consueto percorso di crescita dell'eroe tipico di questo genere di produzioni shonen.

La serie ha subito diviso i fan in due fazioni: da una parte i delusi, essendo un prodotto originale e che non vanta minimamente il coinvolgimento dell'autore del manga, Masami Kurumada ne del designer dell'adattamento animato della serie storica, il compianto maestro Shingo Araki (Lady Oscar, Rocky Joe, Lupin III). Probabilmente a ciò sono dovute le numerose incongruenze con la serie originale e le innovazioni introdotte, che hanno fatto storcere il naso ai fan più datati; dall'altra gli entusiasti nel vedere finalmente in mezzo a tanti spin-off un sequel che per quanto ambientato in imprecisati anni nel futuro, si ricollega comunque alla linea temporale della serie classica, a differenza di Episode G e Lost Canvas.


La domanda che i miei lettori ora si staranno ponendo è: io da che parte mi sto schierando? La risposta è: fra coloro che ne sono entusiasti! Non fraintendete, sono il primo ad esercitare molte perplessità su alcune scelte, ma andiamo con ordine: una decina di anni fa, i saint erano morti e sepolti in Giappone, l'arrivo con forte ritardo della serie storica in America, riaccese l'interesse commerciale della serie, motivo per cui Shueisha e Bandai si misero al lavoro per realizzare i titoli paralleli alla saga principale sopra citati, così come Toei lavorò alla realizzazione degli OAV dedicati all'ultima parte del manga, mai adattata in animazione: Hades Chapter. Da allora numerosi progetti legati ai cavalieri furono introdotti, il film prologo al Capitolo dei Cieli, il Tenkai-Hen, il nuovo manga tutt'ora in corso, Next Dimension, e per festeggiare gli anni d'argento di Pegasus & Co. anche quest'ultima serie. Il richiamo commerciale lo si evince dal cambio di registro nella narrazione, nel design dei personaggi molto più simile alle Pretty Cure (ed infatti ha lavorato ad Heartcatch Precure!), così come delle armature molto più minimal e simili a tute aderenti; e parlando di armature, scordate i pesantissimi scrigni da trasportare sulle spalle, ora esistono le Cloth Stone, pietre ed amuleti che contengono i cloth. L'influenza delle opere più moderne è poi evidente: da Palaestra che fra esami a squadre e tornei interni richiamano molto Naruto, al personaggio di Haruto (nome curioso!) primo Saint Ninja che utilizza tecniche di manipolazione degli elementi. A proposito di elementi, lo sapete che in quest'epoca è indispensabile scoprire e padroneggiare il proprio per prendere parte ai combattimenti? Ebbene sì, sono rispettivamente stati introdotti fuoco, acqua, vento, fulmine, terra, luce ed oscurità.


Dunque, che fine hanno fatto gli estenuanti addestramenti? I crudeli combattimenti e le prove di rara crudeltà? Queste atmosfere candide e cariche d'amicizia, hanno intenerito il franchise? Probabilmente sì, ma il prodotto è destinato principalmente ad una nuova generazione e non la stessa degli anni "80, sebbene siano molti i richiami alla stessa: dal comparto grafico che in alcune pose e fermimmagine richiama molto lo stile di Araki a cui si ispira con l'intenzione di uniformare tradizionale e moderno a quello audio che ripresenta effetti sonori ormai iconici nella nostra memoria, quali il sibillio del cosmo che arde, i clot che si sprigionano ed armano il corpo, alla storica opening theme, Pegasus Fantasy, in un nuovo arrangiamento sia strumentale come tema di Kouga, il neoprotagonista e cantata in duetto dai Make-Up e una nuova voce femminile, al ritorno di Seiya della sua voce storica, Tooru Furuya (Ataru in Lamu, Yamcha in Dragonball) persa lungo il cammino delle divergenze fra direzione artistica e produzione animata.


Sì -direte voi- , ma a questo punto perché citare Dragonball GT nel titolo del post? Semplice, come i fan del manga originale di Akira Toriyama sapranno, il suo autore si è occupato semplicemente di curare il design dei personaggi e non della stesura della sceneggiatura dell'opera: ne è scaturito un eccellente lavoro da un punto di vista puramente tecnico, ma impietoso e fin troppo celebrativo ed autocitazionistico a discapito di un paio di buone trovate gestite tuttavia malissimo, che hanno reso l'opera una parodia di sé stessa. Fortunatamente Saint Seiya Ω ha suscitato quel senso di deja-vu solo parzialmente, ma è altrettanto vero che quest'opinione l'ho sviluppata avendo visto solo 12 dei 52 episodi e che tal parare sarebbe il caso di esternarlo a opera completata. Ad oggi posso dire che con Saint Seiya Ω si poteva sicuramente fare molto di più, ma a parte alcuni cambiamenti inspiegabili ed alcune innovazioni discutibili ed evitabili mantiene intatte le atmosfere che hanno reso celebre il prodotto, svecchiandolo e rendendolo non solo più giovanile nel suo spirito creativo ma anche ringiovanendo il target a cui è rivolto. Difficilmente questa rilettura dell'opera potrà soddisfare i fan della serie storica ora trentenni, poiché essa è rivolta agli adolescenti di oggi, figli delle serie di ultima generazione, motivo per cui questa assume toni più scanzonati e mainstream, abbandonando i caratteri tipici delle opere Kurumadiane ed anche la poesia di cui sono intrisi i capolavori di Araki. Tuttavia, se riuscirete a mantenere un'oggettività senza contaminazioni esterne e valuterete l'opera per quello che è e non per l'eredità che trasporta, potrebbe rivelarsi un passatempo godibile che di tanto in tanto farà ardere il vostro Cosmo.

giovedì 14 giugno 2012

2x35 - Scans e Facebook

Questo punto di ritrovo nasce col presupposto di raccontarvi ciò che mi piace. Young Justice come ho avuto modo di raccontarvi qualche tempo fa, è una serie animata che mi è piaciuta molto, così spinto dalla curiosità ho fatto ricerche qua e là, ed ho scoperto che parallelamente alla messa in onda in tv, gli stessi showrunner hanno realizzato una serie a fumetti originale inedita nel nostro paese. Potevo lasciarla al solo fortunatissimo pubblico americano? Assolutamente no, motivo per cui riprendendo mano al mio inglese, ho deciso di tradurla e renderla fruibile a tutti i fan delle sidekicks più famosi della DC Comics.


Dove potete leggere le storie di Robin, Superboy, Kid Flash e compagnia? Dovrete fare lo sforzo di mettere "Mi piace" alla pagina ufficiale Facebook del La Teoria delle Stringhe, ed aiutarmi a crescere!

Queste scanlation sono distribuite gratuitamente senza alcuno scopo di lucro. La distribuzione delle stesse dovrà cessare non appena la pubblicazione avrà luogo in Italia. Se avete pagato per questo prodotto, siete stati truffati. So che il disclaimer di turno gli addicted lo conoscono a memoria, ma tant'è.

domenica 10 giugno 2012

2x34: Crossover fra Spider-Man e The Avengers? Possibile...


Se fino a qualche ieri, il titolo del post poteva suonare come una candid camera, ora le cose sono radicalmente cambiate, ed uno spiraglio a tal proposito è stato aperto, ma andiamo con ordine: il motivo per cui fino ad ora non ci sono stati crossover Marvel, dipende semplicemente dal fatto che i diritti dei singoli personaggi sono stati distribuiti a diversi studios: X-Men e Fantastic Four appartengono a 20th Century Fox, Spider-Man a Sony e così via. Eppure, Marvel Studios si preserva il diritto di riscatto dei diritti, qualora la major che ne sia in possesso, non li sfrutta per tre anni, cosa che è avvenuta proprio in tempi recenti con The Punisher. Per questo motivo, lo scorso anno al ComiCon, il produttore cinematografico Avi Arad (Daredevil, The Incredible Hulk, Ghost Rider) aveva escluso nella maniera più assoluta questa possibilità, eppure a distanza di tempo, nel rilascio di un'intervista a Crave Online, le cose sembrano sensibilmente cambiate.


"Ogni cosa è possibile. Se succedesse qualcosa di simile, personalmente credo che sarebbe straordinario sia per Disney che per Sony. Dovremmo certamente trovare la storia giusta da raccontare e valutare in maniera opportuna le dinamiche tra i vari personaggi... ma l'idea di gestire più personaggi nello stesso universo si è rivelata vincente, motivo per cui siamo parallelamente al lavoro su Venom, che avrà come protagonista assoluto il personaggio di Eddie Brock." Continua poi Arad, "Il punto è che per fare dei film che uniscono più personaggi, bisogna prima aver creato il materiale di base, sia tecnicamente che creativiamente, in altri film che lo precedano: i film corali hanno modo di esistere se viene creato prima il singolo personaggio e la CGI che ruota attorno ad esso è già bella che pronta, altrimenti sarebbe troppo costoso".

Il ragionamento non fa una grinza: se The Avengers ha funzionato, dipende proprio dal fatto che Iron Man, Thor, Captain America ed Hulk, hanno avuto un approfondimento opportuno in singole pellicole grazie alla congiunzione dei Marvel Studios con la Paramount Pictures; presentare un cast di supereroi da zero senza aver il tempo di delinearne il giusto percorso caratteriale ed orientamento potrebbe risultare poco fruibile in termini creativi e produttivi oltre che difficilmente convincente e soddisfacente per il pubblico. Almeno sul piano teorico, visto che questa sarebbe la politica che Warner era intenzionata a concretizzare in maniera pratica, ordinando la sceneggiatura di un film sulla Justice League, della DC Comics. Di storyline fruibili al cinema per collegare questi personaggi, gli albi ne offrono a centinaia, ma il vero problema sarebbe più che altro convincere le major a spartirsi il bottino, visto che il successo Paramount è dovuto all'egemonia dell'allenanza dello stesso ai Marvel Studios.


Mentre supponiamo tutto ciò, una certezza c'è, ed è che The Amazing Spider-Man, reboot dell'arrampicamuri, uscirà nei cinema italiani il prossimo 4 luglio.

sabato 9 giugno 2012

2x33 - C'era una volta Chuck in Thor?

 Se il titolo vi ha spiazzati, è logico... ma tranquillizzatevi perché tutto ha un senso! Dopo il successo ottenuto da The Avengers al botteghino, è tempo di pensare al secondo step per i Marvel Studios, e fra le pellicole attualmente in lavorazione, spicca il secondo capitolo di Thor. Il film che si svolgerà quasi interamente ad Asgard, richiederà il ritorno in scena dei compagni del Dio del Tuono che già nel primo film combatterono al suo fianco contro i Giganti di Ghiaccio; il problema nasce dal fatto che uno di loro, il biondo Fandral non potrà partecipare al film poiché il suo interprete, Joshua Dallas, è impegnato nelle riprese della seconda stagione della fortunata serie tv Once Upon a Time - C'Era una Volta. L'attore che nella serie ricopre il doppio ruolo de il Principe Azzurro e David Nolan, ha ricevuto infatti il via libera da Disney per liberarsi dall'impegno cinematografico e continuare così a girare per ABC, mettendo in difficoltà Paramount nella ricerca di un valido sostituto. Tuttavia, secondo quanto riportato da Hollywood Reporter, parrebbe che il casting sia già terminato e che a vestire i panni di Fandral, sarà niente poco di meno Zachary Levi, famoso protagonista della serie Chuck, terminata solo lo scorso anno.


Come dite? Zach non assomiglia molto al personaggio? E' vero, ma non è niente che una parrucca, ed una sessione di make-up non possano aggirare. In attesa di maggiori conferme, vi ricordo comunque che Chris Hemsworth, Tom Hiddleston e Natalie Portman già visti nel primo capitolo, torneranno in Thor 2 nel 2013.