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domenica 28 aprile 2013

3x03 - Cosplayer picchiato al Comicon: la Storia di Gennaro

Questo post è diverso da tutti gli altri, perché affronta una situazione differente da tutte le altre.
Oggi vi voglio raccontare una storia, la storia di Gennaro.

Gennaro è un ragazzo come tanti altri in Italia: legge fumetti, guarda cartoni animati, gioca a videogiochi e come molti altri, partecipa alle fiere del fumetto; quei fantastici eventi che di città in città, si susseguono mensilmente ogni anno per radunare gli appassionati del genere, che sono soliti praticare cosplay. E' doverosa una premessa di qualche riga per i pochissimi che non sapessero cos'è il cosplay: come la parola stess indica (COStume PLAYer) si tratta di divertirsi a vestire per un giorno, gli abiti di qualcun altro, nello specifico personaggi di finzione provenienti dal panorama fumettistico ed animato, ma anche videoludico, televisivo e cinematografico. La particolarità di quest'hobby sta nel fatto che molti dei praticanti oltre che fabbricare personalmente costumi, parrucche, armi ed accessori, interpretano anche caratterialmente il personaggio, facendo spesso gruppo ed esibendosi sul palco con pose e scene a tema.


Era quello che aveva in mente di fare Gennaro, al Napoli Comicon 2013, ma che a causa della maleducazione e dell'inciviltà di pochi, non ha potuto... ma andiamo con ordine. Nella giornata di sabato 27 aprile, Gennaro aveva deciso di partecipare al Comicon con il cosplay del Red Ranger, il carismatico capo in rosso del celebre team dei Power Rangers. Dopo aver regolarmente pagato il biglietto d'ingresso ed essere entrato in fiera, sul viale delle fontane, il ragazzo racconta d'aver subito un'aggressione:

"il mio giudizio riguardo la giornata di oggi.
Bene volevo solo dire di quanto sono deluso, incazzato, di quanta rabbia provo in questo momento per cio' che e' accaduto oggi. Oggi al napoli comicon sono stato aggredito da un gruppo di ragazzi mentre giravo in cosplay, per la cronaca ero il power ranger rosso, bene, ero appena entrato in fiera e stavo sul viale delle fontane quando un gruppo di ragazzi mi hanno accerchiato e stringendomi hanno iniziato a darmi schiaffi e calci."

Gennaro si trovava quindi in un'area che doveva essere monitorata dalla sicurezza della manifestazione. Prosegue poi il ragazzo:

"Ovviamente il costume e' andato distrutto, sono andato dalla sicurezza per spiegare l'accaduto ma i colpevoli ovviamente non sono stati trovati dato che erano tanti e con il casco addosso vedevo poco e soprattutto respiravo male data l'agitazione, siccome non sapevo chi fosse stato mi sono rivolto a un commissariato di polizia per sporgere denuncia contro l'organizzazione ma mi hanno detto che non potevo......morale della favola non posso far nulla per ottenere giustizia....me ne sono andato pieno di rabbia, e non posso credere a cio che e' successo, ero venuto per divertirmi e per stare tra la gente con un bel costume ma sono stato solo danneggiato."

La violenza subita da Gennaro è stata tale che oltre a che distruggere il suo costume faticosamente costruito prima con un dispendio di tempo, energie e denaro, ha mandato il ragazzo in iperventilazione che logicamente ha offuscato ancor di più la visuale del casco che aveva indosso, impedendogli di riconoscere i suoi aggressori. Ma oltre il danno la beffa, perché il giovane una volta corso incontro alla sicurezza e ancor peggio, alle nostre forze dell'ordine, ha scoperto l'amara verità: l'impossibilità di sporgere denuncia ed avere per lo meno un risarcimento economico per l'ingiustizia subita. Questo porta a Gennaro rabbia e sconforto, oltre che un grande dolore fisico e psicologico:

"Volevo ringraziare l'organizzazione del napoli comicon per permettere che accadano queste cose, perche' ovviamente e' successo a me ma ricordo che c'erano anche dei bambini li, e se fosse successo a un bambino sarebbe stato molto peggio. Volevo ringraziare la sicurezza soprattutto che controlla davvero con il culo chi entra in fiera, complimenti davvero, inutile dire che non verro' mai piu' a una fiera del genere e esorto a non andarci anche chi come ama divertirsi e fare cosplay, ormai il comicon e' solo un covo di vandali, e spero vivamente che tutti seguano il mio consiglio."

Conclude infine lo sfogo, sul suo status Facebook:

"Detto cio' basta cosi, spero che vengano presi seri provvedimenti, perche' a uscirne danneggiato sono stato io sia moralmente e sia economicamente dato che per realizzare il mio costume ho speso molti soldi...ora non mi rimane piu' nulla, solo rabbia nel cuore. Buona giornata a tutti."

Com'è possibile che succedano queste cose?
Come si può in una manifestazione in cui, come sollecita lo stesso Gennaro, partecipano anche dei bambini talvolta non accompagnati, avvenire simili drammi? Nella sfortuna se vogliamo, Gennaro è stato anche fortunato, perché oltre a varie contusioni, poteva subire danni molto più gravi, e nel frattempo nessuno ha potuto aiutarlo o tendergli una mano, né le persone che erano pagate per evitare che queste situazioni si presentassero, né le forze dell'ordine, nella fattispecie, la Polizia di Stato. E' giusto che un appassionato venga demotivato e spaventato al punto da decidere di non frequentare più questo genere di ambienti?

In seguito allo sfogo e alla sua storia, Gennaro ha ricevuto una valanga di "Mi piace", commenti e condivisioni nei più importanti portali d'animazione e manga in Italia, in segno di solidarietà da parte degli appassionati, mentre stampa e media lasciano l'accaduto nel più totale silenzio. In mezzo a tanti ovviamente, i soliti luoghi comuni carichi di razzismo, discriminazione e volgarità, che hanno immediatamente suscitato la logica indignazione dei napoletani e un articolato sfogo sopra le righe del buon Dario Moccia, popolare YouTuber.




Tutto è bene quel che finisce bene? Proprio no, ma almeno Gennaro potrà farsi giustizia in quanto è notizia di oggi, domenica 28 aprile 2013, che i colpevoli dell'accaduto, sono stati identificati. Riporta infatti la redazione tramite la sua pagina Facebook:


"Comunichiamo a tutti che ieri subito dopo la segnalazione di Gennaro Aliperti la nostra security ha rintracciato i colpevoli che hanno danneggiato il costume del ragazzo, che fortunatamente non ha subito alcun danno fisico! Gennaro potrà procedere con la regolare denuncia quindi.
Ci dispiace per quello che è successo, non è questo lo spirito di Napoli COMICON e sappiamo che la maggior parte di voi viene solo per divertirsi e non per dare fastidio. Quindi se vedete anche solo un anomalia riferitelo subito alla sicurezza, come ieri l'intervento sarà immediato! Il nostro personale sarà, come sempre, presente sia all'interno che all'esterno per assicurarsi che tutto proceda per il meglio. Grazie"

L'ignoranza, la cattiveria, la mancanza di rispetto ed educazione sono senza quartiere. Questo sarebbe potuto succedere in una qualsiasi città italiana, il problema è che non deve succedere: la storia di Gennaro è solo l'ultimo e il più grave in termini di incidenti di questo tipo. I racconti di altri casi analoghi si registrano in diverse zone d'Italia nel corso di manifestazioni ufficiali e non, quali meeting volti ai fan. Un ragazzo che vive una passione sana che non mette in pericolo la sua incolumità e quella altrui, è giusto passi questo genere di esperienze? Perché non riusciamo nel 2013, a rispettare qualcuno che si diverte e vive il proprio tempo libero in modo diverso dal nostro? La sicurezza come ha fatto a non accorgersi di quanto stava succedendo in quegli interminabili minuti? E ancor peggio, possibile nessuno dei passanti abbia avuto modo, possibilità e soprattutto il coraggio d'intervenire per aiutare Gennaro? Tanti, troppi quesiti privi di risposte efficaci e soddisfacenti, motivati dalla rabbia di non essere riusciti ad evitare quella ferita rattoppata poi con un cerotto, ma che lascia la sua cicatrice indelebile nel cuore di un ragazzo che quel giorno era uscito di casa e si era messo in viaggio al solo scopo di divertirsi, vestendo i panni di uno dei suoi eroi.

Gennaro poteva essere chiunque di noi quel giorno andava ad una fiera del fumetto. La sua storia poteva essere quella di ognuno. Mettiamoci una mano sul cuore e sulla coscienza, ed evitiamo che si ripeta ancora.

sabato 20 ottobre 2012

2x49 - Avril Lavigne si aggiunge alla ciurma di Rufy!

Ma non era già Brook il musichiere a bordo della Thousand Sunny? Questo potrebbero chiedersi i fan di One Piece nel leggere il titolo all'articolo, invero la popolare cantante canadese che da sempre si dichiara una fan accanita dell'altrettanto popolare shonen manga scritto e disegnato da Eichiro Oda, dopo un frequente scambio di mail, parrebbe aver sugellato un accordo collaborativo con il mangaka. Se temete che la popstar peperina s'aggiunga davvero alla ciurma, state tranquilli! In realtà, Avril Lavigne si limiterà a cantare due brani per One Piece - Film Z, il nuovo lungometraggio scritto e diretto dallo stesso Oda, in uscita nelle sale giapponesi il prossimi 15 dicembre.


I pezzi scelti che saranno rispettivamente utilizzati all'interno della pellicola e come titoli di coda, saranno  "Bad Reputation" e"How you remind me". I brani come i titoli vi avranno indicati, non sono originali della cantante bensì cover rispettivamente appartenenti a Joan Jett (nell'album Goodbye Lullaby) e dei Nickelback (band del marito di Avril, Chad Kroeger).

Cosa ne pensate di questa curiosa collaborazione?

lunedì 2 luglio 2012

2x38 - Berserk torna al cinema, e convince a metà

Quale problema non affligge un lettore di comics ma affligge un lettore di manga? Non sono posseduto dallo spirito di Edward Nigma, ma voglio far capire a quella fetta di lettori del made in USA quanto può essere stressante seguire una serie pubblicata in Italia ancora in corso in Giappone: i volumi escono a cadenza trimestrale in patria, e giungono da noi solo con diverso ritardo, aggiungete il fatto che non si hanno diversi autori al lavoro sulla stessa serie, ma uno solo con uno staff di aiutanti al suo seguito. E con queste prerogative ci si può imbattere in tre tipi d'autori: il cagionevole, come ad esempio Toshihiro Togashi, che a causa di problemi di salute, da anni rende discontinua la pubblicazione di Hunter X Hunter, il megalomane, fra cui spicca Kazushi Hagiwara, che anziché disegnare i nuovi capitoli del suo Bastard!! si perde nei più bizzarri progetti quali storie hentai realizzate sui suoi personaggi, e lo svogliato, Kentaro Miura, che fra bighellonamenti vari tra anime, manga e videogames, raramente ci fornirà la conclusione di Berserk in tempi utili. E proprio attorno a quest'ultimo manga, un po' per celebrare il titolo e un po' forse per tenere vivo l'interesse dei lettori a causa dell'eccessiva lentezza dello stesso, si è deciso di realizzare una trilogia cinematografica incentrata sul primo lungo arco narrativo della serie, ho visionato per voi il primo di essi e mi appresto a raccontarvelo.


La trilogia prodotta da Warner Bros porta il titolo de Berserk Ōgon Jidai-Hen, che letteralmente potremmo tradurre come Berserk: Gli Anni d'Oro, e il primo capitolo della stessa ha il sottotitolo L'Uovo del Re Conquistatore. Non intendo prolungarmi troppo sulla trama di uno dei manga più datati nel bel paese che vanta numerose edizioni e ristampe, ma per i pochi che ancora non avessero letto, darò un accenno di quanto accade nel film: in un'epoca medievale che non ha nulla da invidiare ai fantasy più noti, i regni combattono con i rispettivi eserciti al solo scopo di espandere il proprio dominio sul territorio nemico. Quando un esercito è notevolmente inferiore alle fila nemiche, è uso e costume per il suo sovrano ingaggiare dei mercenari per combattere la propria guerra, Gatsu è uno di questi: un ragazzo spocchioso, presuntuoso e scontroso, armato da una spada molto più grande di lui e da una rabbia in combattimento che lo rende temibile per qualsiasi motivo. Proprio a causa di questa sua caratteristica viene notato da Grifis, affabile e fascinoso stratega militare a comando de l'Armata dei Falchi, un gruppo di abili mercenari che decide di reclutarlo per diminure le distanze che lo separano dai potenti e le nobilità.


Se siete fan dell'opera, avrete avuto modo di notare come il design del manga appaia più vivido e fedele in quest'adattamento cinematografico a dispetto dalla già eccellente serie tv: il punto forte della pellicola è senz'ombra di dubbio l'impeccabile realizzazione tecnica che presenta personaggi dettagliati sia nelle scene in primo piano così come quelle in secondo piano e non fruibili ai fini della trama, ineccepibili ed epiche le scene di combattimento specie se numerosi, con un'elevata presenza di animazioni differenti e realistiche a seconda dell'azione (quasi come se ci fosse stato un lavoro di motion capture), il tutto realizzato in cel-shading mentre si offrono maestose e spettacolari location realizzate con con animazione tradizionale d'altissimo livello. La stessa cosa possiamo dirla per la colonna sonora variegata e mai a sproposito, con tracce particolarmente sentite ed azzeccate; non ultimo il buon doppiaggio che regala interpretazioni caratteristiche e perfettamente in tono alla personalità dei personaggi. Strabiliante la dedizione e la cura per i particolari delle animazioni realizzate dallo Studio 4°C.


Eppure, la golden age di Berserk ci ricorda proprio che non è tutto oro quel che luccica: questo film adattando la prima parte del manga, si auspica che sia visibile e godibile ad un pubblico che il manga non l'ha proprio letto, eppure, proprio questa fetta di pubblico rimarrà sbigottita. Sono state infatti tagliate per intero alcune scene chiave volte alla caratterizzazione e ai legami dei personaggi: il passato di Gatsu, il protagonista è completamente scomparso ad eccezione fatta di un flashback in sogno dello stesso, che comunque essendo molto confusionario non permette di far trapelare cosa ha dovuto passare il ragazzo e per quale motivo questi è cresciuto con quell'abilità con la spada e quella rabbia che manifesta in battaglia andando in un vero e proprio stato di berserk da cui prende il titolo l'opera, così come il rapporto che lo fa accettare dal resto dei membri dell'Armata dei Falchi, che dapprima non tolleravano minimamente la presenza del nuovo ingresso tanto desiderato dal loro capo, Grifis. Un vuoto narrativo di tre anni cancellato in pochi secondi, che lascia interdetti i fan dell'opera e che con probabilmente solo mezz'ora di più avrebbe saputo rendere questo film, un sicuro capolavoro. Tuttavia, non è detto che la scelta registica attuata da Toshiyuki Kuuboka non possa dar i suoi frutti, decidendo di inserire nuovi aneddoti nei capitoli a venire -magari anche raccogliendo il dissenso di molti sostenitori accaniti della pellicola- ma adesso è presto per giudicare.


In attesa del secondo capitolo e di una prima localizzazione audio in italiano che ricordiamo: è certa, in quanto ufficializzata proprio dalla stessa Warner, posso tranquillamente affermare che Berserk Gli Anni d'Oro I: L'Uovo del Re Conquistatore è un titolo riuscito a metà, un'ottima realizzazione tecnica non sopperisce i vuoti narrativi lasciati nella stesura della rilettura di questa sceneggiatura. Sicuramente da guardare per tutti i fan del manga originale e del fantasy occidentale, sebbene l'idea che questo prodotto risulti gambizzato nella sua interezza purtroppo rimane, e lascia l'amaro in bocca.

sabato 9 giugno 2012

2x32 - E3 2012: Ubisoft domina, next-gen alle porte, Nintendo crolla

Diciamocelo: ci sono tre eventi che permettono ai giocatori di posare il pad e staccare gli occhi dal loro gioco preferito del momento, e sono quelli che riguardano i giochi preferiti che verranno, ossia GamesCon, Tokyo Game Show ed E3. Proprio quest'ultimo si è concluso da poco ed è tempo di tirare le somme, visto che la delusione generale è stata cocente e costante nel pubblico così come nella critica: Ubisoft che sorprende ed incanta, softwarehouse giapponesi sottotono, Nintendo che era sinonimo di divertimento ed originalità, non è più la casa delle idee, e sguardi volti al futuro per la prossima generazione di console... ma andiamo con ordine.


Partiamo dai vincitori. Tutti si aspettavano dopo le parole di qualche mese fa inerenti ad un lancio pubblicitario senza precedenti, che la francese Ubisoft puntasse tutto sull'ultimo ed imminente capitolo di punta della sua saga principale, Assassin's Creed III, eppure è stato presentato un sorprendente nuovo ip che lo ha messo totalmente in ombra: Watch Dogs. In uscita nel 2013 per pc e console (anche se non è stato specificato quali), il gioco in terza persona vede al centro tattiche di spionaggio, stealth, e sparatutto, in quello che è stato definito, il mix futuristico fra GTA ed Assassin's Creed. Nella demo mostrata oltre alla cura del dettaglio e ad un realismo impressionante, possiamo vedere come il protagonista riesca a rintracciare e pedinare il proprio obiettivo, tramite cimici, rilevatori e strumenti d'avanguardia che disturbano le comunicazioni, fino ad un incredibile inseguimento ed uno scontro a fuoco. 


Diversamente spettacolare, ma altrettanto divertente, arriva il sequel dell'assodato Rayman Origins, in esclusiva Nintendo, dal titolo Rayman Legends: il gioco si presenta coloratissimo e originale nei suoi ricchi e dettagliati scenari in 2D, e sfruttando il nuovo pad permetterà l'utilizzo di sfiziose ed interessanti features caratteristiche della console della grande N.


Square-Enix non è rimasta a guardare e ci ha mostrato dapprima una demo con il gameplay del nuovo Tomb Raider, remake delle avventure della storica Lara Croft di cui abbiamo parlato proprio qualche giorno fa; le analogie con Uncharted sono moltissime, ma è un lato estremamente positivo viste le bellissime ambientazioni e le atmosfere action, che offrono anche numerose sfide soddisfacenti per il giocatore.


Ma come se non bastasse ha presentato niente poco di meno che una tech-demo di... Final Fantasy! Calmate i vostri animi se speravate una demo del gameplay di Final Fantasy Versus XIII, purtroppo, a distanza di quattro anni dal suo annuncio, non c'è niente di nuovo e i fan cominciano a tremare... ma se c'è qualcosa che le tech-demo ci hanno insegnato, è che quando Square-Enix le mostra, la nuove generazione di console è alle porte: lo era con quella di Final Fantasy VIII per PS2 e quella di Final Fantasy VII per PS3, ebbene, ci si trova di fronte ad un nuovo personaggio femminile nota come Agni, che sembra trovarsi in una sorta di favelas brasiliana attaccata da misteriose creature che la costringono dapprima alla fuga e successivamente ad attaccare invocandone altre. Le capacità del nuovo Luminous Engine sono stupende, ma il problema degli ultimi capitoli dello storico JRPG erano i contenuti più che la forma, avrà capito i propri errori? Provate a ricordarglielo compilando il form di gradimento presente nel sito ufficiale inglese, dopo aver visionato il video qui di seguito.


Parlando invece di sostanza e qualità oltre che belle apparenze, non possiamo assolutamente dimenticarci di Naughty Dog: i papà di Crash Bandicoot ed Uncharted, ci deliziano con una gameplay demo di The Last of Us, esclusiva PlayStation 3 in uscita nel 2013, un nuovo survival horror in grado di fare le scarpe a quello che una volta era Resident Evil: la storia comincia in una zona di quarantena, in un quartiere di una città somigliante a Boston, venti anni dopo la diffusione del fungo che ha trasformato le persone in zombie. Ellie è nata proprio in quella città. È una ragazza sveglia, a cui piacciono cose appartenenti al "mondo di prima", come la musica e i libri. Joel vende droghe e armi tramite il mercato nero della zona. È un ex cacciatore e pare abbia ucciso un bel po' di persone innocenti, in passato. Viene reclutato da un amico in punto di morte perché porti Ellie fuori dalla zona di quarantena, per motivi sconosciuti. Ma le cose vanno male, i militari vengono coinvolti e Joel fugge con Ellie per mantenere la promessa fatta all'amico morente. Un ottimo titolo in terza persona che mescolerà azione, stealth e cinematic action.


E parlando di survival-horror non possiamo fare a meno di citare il riuscitissimo ZombiU, un misterioso titolo legato agli zombie e ambientato nella Londra post olimpiadi. Del gioco è stato mostrato solo un suggestivo trailer ricco di scene molto crude e di stop motion, una telecamera esplora svariate scene mentre il tempo sembra congelato svelando particolari sempre più macabri mentre un misterioso morbo sembra intaccare in modo sempre più esteso un corpo sano. Il livello di difficoltà è molto alto, visto che come è stato annunciato, per perdere nel gioco, basterebbe un solo morso.


Anche i fan di manga ed anime avranno il loro bel da fare, visto che sono stati annunciati fra gli altri, Dragon Ball Z Kinect che sfrutterà l'omonima periferica XBOX 360 per farvi combattere in primo luogo nel primo picchiaduro in prima persona, Hokuto no Ken: Hokuto Musou II e One Piece: Kaizoku Musou, che come il nome evoca, si tratterà rispettivamente di titoli sulla falsa riga dei vari Dynasty Warriors di Koei Tecmo e che tratteranno rispettivamente la seconda parte del manga e la storia dell'intera prima parte della serie, una corposa avventura lunga oltre cinquanta volumi.


Molto attesa anche l'ultima fatica creata dalla congiunzione degli sforzi di Level 5, famosa per i brillanti capitoli di Dragon Quest e lo Studio Ghibli, artefice della trasposizione in realtà delle fantastiche storie ideate dal maestro Hayao Miyazaki, il JRPG Ni no Kuni. Il gioco alterna superbe sequenze animate ad una pulitissima grafica in cel-shading ad una poetica storia pluri-premiata dalla critica. Già nella fine di gennaio 2013, i giocatori di PlayStation 3, potranno giocarci grazie ad una traduzione testuale italiana e ad un doppiaggio a scelta fra quello inglese o giapponese.


Eppure, al di là di quest'ultimi, sono davvero pochi i titoli notevoli presentati dal Giappone, il settore videoludico del Sol Levante stagna in cattive acque a causa di una carenza di originalità e qualità, e lasciandosi surclassare dagli occidentali. Ne è una prova Nintendo, leader nel settore delle idee e dell'innovazione, che si era ripromessa di conquistare gli hardcore-gamers con WiiU, la sua nuova piattaforma, eppure ha presentato una line-up di titoli piuttosto scialba e che non convincerebbe un ipotetico neo-giocatore all'acquisto della stessa visto che alcune delle famigerate esclusive lo sono solo temporalmente e che non avrebbe senso acquistare una nuova console per giocare solo i soliti titoli dell'idraulico battuto, Super Mario e l'elfo guerriero per eccellenza, Link, protagonista della leggendaria saga The Legend of Zelda in alternativa a dei multipiattaforma già presenti nella console in possesso da diverso tempo addietro (qualcuno ha nominato Batman: Arkham City?). Come se ciò non bastasse i primi venditori online pronosticano dei prezzi esosi in prevendita per la console: 350€ per una WiiU dotata di un singolo pad/tablet, 170€ per un secondo pad/tablet e 75€ per un pad professionale. Sul fronte portatile, un'altra grande scivolata è stata registrata ed è dovuta a causa di una leggerezza nel corso della progettazione della sua ultima console, la Nintendo 3DS: parrebbe che molti dei software di prossima uscita richiedano una famigerata levetta analogica destra che il modello attualmente in commercio non ha: per venire incontro a questa esigenza, Nyko ed altre marche leadership nella progettazione di questi accessori, hanno creato dei case aggiuntivi dove incastonare la console, ottenendo tuttavia risultati estetici poco gradevoli e scomodi all'impugnatura. Per questo motivo, Nikkei e Famitsu rumoreggiano l'uscita di un Nintendo 3DS XL che possa vantare una distribuzione adeguata dei tasti e l'ingresso della famigerata levetta analogica a destra, simmetricamente prediposta a quella sinistra. Inutile dire che i possessori del primo modello sono giustamente adirati per questa scelta, complice dapprima il corposo taglio di prezzo, ed ora questo: si ha l'idea di aver acquistato un prodotto riuscito a metà e messo sul mercato in fretta e furia. 


Questa serie di notizie ha fatto sì che le quotazioni di Nintendo in borsa crollassero come mai prima d'ora nella storia della casa: 2.68 punti percentuale. Gli investitori, invece, sembrano essere rimasti notevolmente colpiti dalla performance di Sony, le cui azioni sono invece aumentate del 2.14% sul Tokyo Stock Exchange , e del 3.12% sul mercato azionario di New York. Ubisoft, invece, è stata la società che ha guadagnato molto più rispetto alla concorrenza precedentemente citata, con il suo bel più 5%.
  • Ubisoft (+5%)
  • Sony-New york (+3.12%)
  • Sony-Tokyo Stock Exchange (+2.14%)
  • Nintendo (-2.68%)
Cosa ci riserverà il futuro? E' giunta l'alba delle nuove generazioni? Questo E3 2012 è stato decisamente sottotono, e tutti sembrano essersene resi conto: dagli addetti ai lavori ai consumatori. Incrociamo le dita su ciò che accadrà, ma prima come al solito, mettete il gioco in pausa!

giovedì 7 giugno 2012

2x30 - Perché noi siamo lo Sket-Dan!

L'adolescenza e la vita scolastica spesso collimano le rispettive esigenze portando lo studente di turno al centro di infinite problematiche che affrontare, gestire e risolvere da soli talvolta può risultare complicato. Ma se siete residenti in Giappone e frequentate la Kaimei Gakuen, non preoccupatevi perché sto per darvi una dritta su un club scolastico fondato all'unico scopo di sopperire queste difficoltà: lo Sket-Dan!


Partendo da questo incipit, verrebbe spontaneo pensare che ci si trova di fronte ad un titolo di cui abbiamo parlato solo pochi giorni fa, Medaka Box; invece, l'opera di Kenta Shinohara al di fuori del plot di base, affronta un approccio decisamente meno pretenzioso e più giovane, come scopriremo.

"Il bullo della scuola vi tormenta? Non avete nessuno a cui affidare la vostra piccola scimmia domestica? Niente paura, perché c’è un gruppo di tre ragazzi in grado di risolvere qualsiasi problema: i membri dello Sket-dan! L’obiettivo, soccorrere ogni studente che si rivolge al loro club in cerca di aiuto, senza dimenticare di mettersi in posa plastica durante le scene clou! Un’opera tutta da scoprire, condita qua e là da prese in giro dei cliché dei manga e di grandi successi del fumetto giapponese. Preparatevi a ridere di gusto!"

La trama comunicata da Panini Comics, casa editrice che si occupa della distribuzione della serie in Italia, come preannunciato dalle prime righe di quest'articolo, è piuttosto semplice e intuitiva. Bossun, Himeko e Switch sono i membri dello Sket-Dan e si occupano di risolvere i problemi degli studenti in difficoltà, a prescindere da quali essi siano; non è ben chiaro perché il trio sia spinto da quest'altruismo, ma le personalità delineate dall'autore trovano uno spunto molto più profondo al di là della facile catalogazione del genere e delle storie a stampo episodico: Himeko è un'ex-teppista violenta e senza scrupoli, Switch è un otaku che non parla mai e comunica solo tramite computer e Bossun non ha nessuna particolare abilità o talento fisico che lo renda un protagonista carismatico degno d'esser definito tale. Questa caratterizzazione molto particolare lascia spazio ad un'ipotetica riabilitazione del gruppo agli occhi della società previo buone azioni, ma sono solo supposizioni personali dato che il background dei personaggi dall'autore non è stato ancora raccontato nel dettaglio nei primi volumi. Ritornando alla trama principale, possiamo dire che nonostante i membri del club siano solamente tre, Sket Dance può considerarsi tranquillamente un manga corale dato che ogni singolo studente che chiede aiuto al gruppo, finisce successivamente una risorsa esterna consultabile in caso di difficoltà o fruibile come comprimario per le storie a venire; a completare il tutto, l'ingresso in scena del Comitato Disciplinare Studentesco, che non vede di buon occhio l'attività del club dando il via a divertenti sfide e storyline che sfociano in capitoli multipli a differenza di storie autoconclusive.

 
Da un punto di vista tecnico, il tratto commerciale e pulito è ricco di dettagli ed è molto gradevole alla vista, strizzando l'occhio alle nuove generazioni ma non offrendo mai elementi fanservice, una rarità nelle storie di questo tipo. La dinamica delle scene viene rappresentata in modo piuttosto veloce, in poco più di sedici pagine, è possibile assistere ad una storia che sembra molto più lunga, complice i molti baloon dettagliati e l'introduzione di elementi fantasy sparsi qua e là ma dosati sapientemente che rende giustificabile qualsiasi scelta adottata dall'autore, senza far perdere di credibilità e realismo alla trama. Molto buona la dose di riferimenti e gag citazionistiche dedite a spezzare la tensione e gli appunti dell'autore sulla creazione dei personaggi e delle storie di ogni singolo capitolo tra un'avventura e l'altra. Sket Dance può considerarsi una serie molto fortunata, visto che oltre a contare più di venti tankobon, vanta due romanzi ed una fortunata serie tv che consiglio di visionare perché si approccia alla trama del manga in modo differente e che potrebbe regalare un punto di vista alternativo.


Se cercate una versione soft di Medaka-Box, sicuramente Sket Dance fa al caso vostro: risate, demenzialità, combattimenti, azione, romanticismo, colpi di scena rendono la serie una disgressione leggera rivolta un po' a tutti.

domenica 27 maggio 2012

2x28 - Medaka Box

Sarò sincero: l'approccio all'ultima jumpata giunta in Italia, era quello di una persona cinica e disillusa. Eppure, dopo la lettura del primo volume di Medaka Box, posso ritenermi soddisfatto, poiché ho avuto modo d'appurare che c'è molto più di quello che sembra.


"Qualunque sia la pena che li affligge, gli studenti dell'istituto Hakoniwa hanno a loro disposizione un rimedio infallibile... infilare una richiesta d'aiuto nella Medaka Box! 24 ore al giorno e 365 giorni l'anno, il presidente del consiglio studentesco Medka Kurokami farà di tutto per risolvere i problemi degli alunni della sua scuola! Insieme a Zenkichi, Akune e Kikaijima, l'invincibile ragazza affronterà tutte le sfide: dai banali compiti in classe a pazzesche battaglie al limite del soprannaturale!"

In un panorama in cui si susseguono una valanga di titoli tutti uguali estrapolati dalle varie riviste shonen, con un plot come quello che avete letto solo qualche riga fa, pensavo di trovarmi sulla falsariga di Sket Dance, invece, se questo fa il verso alle bizzarre situazioni alla Gintama, il manga composto a quattro mani da Nisio Isin (Death Note: Another Note, xxxHolic Another Holic) alla sceneggiatura e Akira Akatsuki (Z-XL Dai, Little Brave Pukateriosu), si presenta atipico per certi versi rispetto agli altri presenti nel magazine. Il fanservice presente in minima parte nelle forme della protagonista, non deve trarre in inganno: trattasi di mero specchietto per le allodole poco sfruttato per altro ai fini della trama che fa del suo punto forte proprio i personaggi. A partire dalla protagonista, Medaka -e non è la prima ragazza a guadagnarsi codesto ruolo in titoli della rivista ammiraglia di Shueisha- avvenente fanciulla dalle curve mozzafiato ed armata dal forte senso di giustizia, pare apparentemente non avere punti deboli: intelligente, forte e con numerosi interessi quali sport e calligrafia, non prova nessun odio o rancore per i suoi nemici o chiunque si mette fra lei e i suoi piani; crede che tutti vadano aiutati o recuperati indistintamente. La capacità d'ascolto e la comprensione da parte di coloro che l'aiutano, condizionano la sua personalità senza farle smarrire la forte morale che la contraddistingue, per questo motivo potremmo quindi definirla una versione simpatica dell'omonima protagonista de La Malinconia di Haruhi Suzumiya. Il dualismo creato fra lei e il suo amico d'infanzia, il co-protagonista Zenkichi, tuttavia si discosta molto fra quello che hanno Haruhi e Kyon; è più probabile che il lettore medio si identifichi in lui, per quanto risulti difficilmente stereotipabile. Infatti, è prerogativa della serie, offrire ai personaggi un variegato e pittoresco spessore psicologico ben congeniato in cui emergono caratteristiche, difetti ed abitudini portati all'estremo che passato lo stereotipo iniziale nella prima manciata di pagine in cui essi sono facili alla catalogazione, regalano nuovi spunti in grado di sorprendere il lettore: non esistono personaggi buoni o cattivi, infinite sfumature di grigi la fanno da padrone tra bianco e nero e tutti hanno qualcosa da nascondere nell'ombra.


La struttura narrativa episodica respirata nel primo volume non esclude l'arrivo di saghe composte da più capitoli e villain che possano mettere in difficoltà il duro compito di Medaka (che ricordiamo, per quanto abbia ottenuto il 98% delle preferenze nel corso delle elezioni, ha un 2% di persone a remarvi contro); per quanto i dialoghi si prestino a una sceneggiatura che oscilla dal drama al comico, sono presenti numerose scene di combattimento in cui i personaggi mostrano una forza sovrumana o sfoggiano particolari tecniche speciali che in quanto assurdità ed innovazione richiamano Le Bizzarre Avventure di JoJo. Il citazionismo ad altri prodotti storici pubblicati da Shonen Jump, si spreca: dalle battute e i riferimenti utilizzati dagli studenti di turno alle pose di Medaka stessa che richiamano puntualmente mostri sacri del fumetto e dell'animazione giapponese, con l'intenzione di voler prendere in giro più che omaggiare le restrizioni che la rivista tradizionalista impone al genere... ma per riuscire a notarlo, il lettore dev'essere in grado di leggere fra le righe. Passando alla realizzazione tecnica, il disegno mostra un tratto molto giovane, pulito e dettagliato scelto appositamente per incrociare il favore delle nuove generazioni e delle visual novel: capigliature bizzarre, piercing e pose dinamiche la fanno da padrone insieme ad una buona regia delle inquadrature che non risultano mai spoglie o prive di dettagli.


Medaka Box è un titolo che sicuramente dividerà il pubblico fra chi non lo sopporterà e chi se ne innamorerà perdutamente: dopo una manciata di capitoli volti alla presentazione dei protagonisti, la storia cambierà registro trasportando il lettore in un contesto scolastico in cui i personaggi più bizzarri si scontreranno per i motivi più assurdi riuscendo comunque a divertirvi e coinvolgervi. Presentato in offerta lancio nei punti vendita convezionati al prezzo di 1,90€, il nuovo titolo a cadenza mensile pubblicato da GP Publishing riesce a sorprendere e divertire, ma essendo molto controverso non è sicuramente un titolo rivolto a tutti; proprio per via del forte sconto consiglio di acquistarlo per darvi una possibilità.

sabato 5 maggio 2012

2x10 - Menu à la carte: il best-of di Toriyama

Spiegarvi chi sia Akira Toriyama, implicherebbe che oggi esiste ancora qualcuno in Italia che segue Dragonball, ma non conosce il nome del suo leggendario autore. Prima di raggiungere la celebrità, il papà di Goku ha dovuto combattere per guadagnarsi il suo momento di celebrità e l'apprezzamento dei lettori, e lo ha fatto con diverse storie autoconclusive raccolte qua e là sulle varie riviste edite da Shueisha. I lettori più avvezzi, hanno avuto modo di leggere la maggior parte di esse, diversi anni fa tramite i cinque volumi Toriyama World, pubblicati in Italia da Star Comics. La stessa casa editrice a distanza di anni, ripropone per i nuovi lettori in due volumi, le stesse storie con l'aggiunta di qualche inedito in un'edizione di lusso con sovracoperta e poco più di 7,00€ cad. Benché già in possesso del già citato Toriyama World, non mi vergogno di affermare che da fanboy toriyamesco quale sono, questi volumi sono da considerarsi un acquisto obbligato, così, dopo aver letto il primo tomo, mi sembrava giusto spiegarvi perché vale la pena acquistarlo.


Per raccontarvi la trama delle tante storie presenti in Menu à la carte, così si intitola il manga theater che mi appresto a presentarvi, fate riferimento all'elenco qui di seguito.

Lady Red - Una paladina della giustizia vittima degli eventi, finisce col scoprire qual è la sua vera strada;
Wonder Island / Wonder Island 2 - Dapprima un militare dell'aeronautica giapponese e poi un abile poliziotto americano mostrati all'estremo dei loro stereotipi, si imbattono nei bizzarri personaggi che popolano una misteriosa isola situata in mezzo al nulla;
Pola & Roid - Un tassista spaziale convinto di trovare la donna della sua vita, finisce suo malgrado coinvolto in una guerra planetaria;
Mad Matic - Iconica parodia di Mad Max;
Dragon Boy (2 capitoli) - Un ragazzino molto forte è incaricato dal suo maestro di scortare una principessa nel corso del lungo e tortuoso viaggio verso il suo regno, una delle prime fonti d'ispirazione a Dragonball;
Soncho - Un anziano super-sindaco dal forte senso di giustizia insegna ai turisti a rispettare l'ambiente;
Mister Ho - La storia di un ex-militare che durante un viaggio di piacere in territorio nemico, si ritrova a combattere contro il suo stesso esercito per amore;
Il Signorino Kennosuke - Quando un piccolo samurai di nobile famiglia si trova al suo primo appuntamento, chiede aiuto ad uno dei suoi sottoposti per sperimentare cosa significhi e non farsi trovare impreparato all'evento, scoprendo quanto sia bella la vita da single;
Go! Go! Ackman (11 capitoli) - Il giovane principe dei demoni viene risvegliato dal suo sonno centenario per incominciare a cacciare anime imbattendosi con la sua nemesi per eccellenza, un angelo che finirà nel tentativo di ucciderlo, col mietere più anime di lui;
Dub & Peter (4 capitoli) - Il braccio e la mente finiscono col creare una Supercar da rimorchio con mediocri risultati.


Come avete avuto modo di leggere poc'anzi, il volume presenta moltissime storie e personaggi differenti con in comune però gli elementi tipici del tratto di Toriyama: mondi fantastici, personaggi bizzarri, animali antropomorfi parlanti, viaggi spaziali, combattimenti d'arti marziali, cyborg, futuristici mezzi di trasporto, draghi e un pizzico d'erotismo. Il design godibilissimo per i fan dell'autore, risulta piacevole anche nelle sue fasi più acerbe mostrando i primi prototipi di personaggi famosi quali Goku, Yamcha, Trunks e il Maestro Muten da Dragonball ed Arale, Akane e Taro da Dr. Slump & Arale. Le storie si presentano al limite dell'assurdo e salvo in rare occasioni, la serietà viene sempre spezzata da risvolti bizzarri e conclusioni azzardate ed imprevidibili. In queste storie, viene dato prevalentemente risalto all'umorismo anziché il combattimento, per quanto non compaiano diverse scene d'azione.


Infatti, il vero Akira Toriyama è quello che ama le risate, l'assurdità, i personaggi buffi e imbarazzanti, con un debole per le belle donne, le macchine e il cibo più che per il lato commerciale dei guerrieri biondi che se le danno di santa ragione per salvare il mondo. La potenza del maestro risiede nel ridicolizzare contesti serissimi e lasciare messaggi di fondo e morali improbabili ad eroi ancora più improbabili perché nelle sue storie, il vincente può essere chiunque; motivo per cui ipoteticamente tutti i suoi protagonisti nonostante l'aspetto e la mole, risultano nel più dei casi molto più forti dei loro avversari. Estremamente citazionistico, l'autore porta le sue passioni riguardo cinema, musica, videogiochi e luoghi comuni nelle sue storie, trasportando il lettore a chiedersi dove ha già visto cosa e se quello non fosse un omaggio a chi.


Il volume ha un buon adattamento rivisto e corretto nelle storie già pubblicate ed una buona qualità della carta, oltre a contenere diverse pagine a colori. Quasi sicuramente complice lo stile tutt'altro che mainstream e le storie datate, non è un'opera per tutti, ma per chiunque si consideri un fan del maestro, esplorarne le origini sarebbe caldamente consigliato vista l'alta qualità del volume.

2x09 - Étoile: I Moschettieri dello Zodiaco

Nessuna errata corrige nel titolo, ma una naturale conclusione conseguita alla lettura di Étoile, manga a sfondo storico scritto da Hiroshi Izawa e disegnato da Kotaro Yamada, con numerosi richiami fantasy e dall'enorme potenziale, racchiuso in solo due volumi e portato in Italia lo scorso inverno da GP.


La trama di Étoile, trova la sua collocazione nella Francia del XVII secolo, età in cui la massima autorità è decretata dai moschettieri, figure armate d'onore ed orgoglio patriota a difesa del Re. In questa connotazione ricca di eroi, spicca quella del giovane Charles, che anziché pensare a costruirsi una vita, trascorre le notti tra passioni con donne sposate e i giorni a fuggire dai corrispettivi mariti gelosi. I giorni da guascone giungono al termine nel momento in cui entra nella sua vita l'avvenente Constance, ragazza in fuga che implora l'aiuto del giovine per sconfiggere un nemico al suo inseguimento per impossessarsi dell'Astral Stone, una pietra lavorata da un meteorite che incastonata in una spada, la trasforma in Astral Blade, l'arma in grado di fendere la luce donando a chi l'impugna una sconfinata forza. Charles si ritrova catapultato in un mondo più grande di lui che se da una parte collima con la quotidianità che ha sempre vissuto, dall'altra si ricongiunge alle sue origini visto che il nome esteso del ragazzo è D'Artagnan.


Bertrand, padre di Charles, è morto di malattia lasciando alla moglie e al loro unico figlio una lezione: "sorridi quando verrà la tua ora". Eppure il ragazzo che non ha mai provato stima e rispetto per l'uomo che un tempo fu allontanato per tradimento venendo privato della carica di comandante dei moschettieri e condannando i suoi famigliari ad una vita di rinunce e povertà, non ha mai avuto molti motivi per sorridere. La scoperta che l'espulsione dall'Ordine dei Moschettieri dell'uomo, è dovuta alla disubbidienza degli ordini reali al fine di salvare il figlio rapito, accende una luce in Charles, e una volta incastonata l'Astral Stone nella lama del padre, decide di cambiare la sua vita per sempre, diventando il D'Artagnan decantato nelle storie che tutti conosciamo. Parte così con Constance alla volta di Parigi per entrare a far parte ufficialmente dei moschettieri.


Questo è l'incipit di base su cui il duo Izawa/Yamada (già autori di Fire Emblem), rielabora la storia del romanzo originale scritto da Alexandre Dumas aggiungendoci due caratteristiche rispettivamente studiate per l'arricchimento della sceneggiatura da una parte e il gradimento del proprio pubblico dall'altra: la prima è l'elemento fantasy introdotto dalle Astral Stone e delle Astral Blade che ripercorrendo le ottantotto costellazioni astrali (più chiaro ora il riferimento doveroso a Saint Seiya?) e rifacendosi al carattere dell'utilizzatore di turno, sprigionano colpi speciali coreografandoli con creature leggendarie ed elementi atmosferici; e la seconda consiste nella forte presenza di fan-service allo scopo di accontentare un pubblico di lettori ambisesso con da una parte un corposo gruppo di bishonen come protagonisti e dall'altra una mole spropositata di oppai. Il disegno, molto curato e dettagliato si presta benissimo alla sceneggiatura di Étoile che si presenta come un concentrato di action e combattimenti, mettendo in gioco diversi personaggi, comprimari e villain talvolta stereotipati, talvolta sorprendenti, in grado di regalare colpi di scena, senza trascurare la commedia. Proprio per questo approccio narrativo singolare ed innovativo, nonché le scelte stilistiche adottate, per quanto si conosca la storia originale, raramente ci si imbatterà in una trama lineare, banale o scontata.


Tuttavia il più grande limite dell'opera è dipeso dalla sua sfortuna. Infatti, il magazine su cui era pubblicato, Monthly Shonen Jump, verrà chiuso pochi mesi dopo il suo esordio, e a causa di un discreto successo a differenza di titoli più imponenti quali Claymore e Letter Bee, non vanterà lo spostamento su un'altra rivista, bensì verrà cancellata. Invero, ciò che vi apprestate a leggere non sarà una storia incompleta: consci del destino riservato all'opera e con un consistente fandom alle spalle, Shueisha ha varato la serializzazione dei capitoli pubblicati in due volumi, dando l'opportunità agli autori di riscrivere il finale adeguato e aggiungervi uno oneshot dedicato a Porthos ed alcuni interessanti bozzetti sui futuri personaggi che sarebbero dovuti comparire nel prosequio naturale dell'opera. Se comunque cercate un'opera originale, leggera, godibile e divertente, con un tratto pulito e un pizzico d'erotismo, complice anche un'edizione con sovracoperta molto curata, Étoile fa al caso vostro. Tutti per uno, uno per tutti!

giovedì 5 maggio 2011

1x05 - Arancione? E' il colore dei soldi.

Se leggendo il titolo vi state chiedendo se il Nerd è daltonico, la risposta è ovviamente no. La riflessione è decisamente di stampo fumettistico, analizzando il panorama dei più grandi successi del magazine settimanale di Shueisha, l'acclamato bestseller Shonen Jump.


Il contenitore di manga più famoso al mondo, deve infatti a quel colore la maggior parte dei suoi introiti. Per quale motivo? E' presto detto, l'arancione è il colore predominante nei protagonisti delle serie più apprezzate sulla rivista. Provate a prendere il più classico e canonico Dragonball, di che colore era la divisa che Goku e soci indossavano... ? Arancione. La scuola della Tartaruga del Maestro Muten, segnò il marchio contraddistinto del protagonista della serie nonché dei suoi amici (Crilin e Yamcha) e figli (Gohan e Goten). Un caso isolato relativo agli anni "80, potrete benissimo pensare voi... e invece no. Molti dei successi degli ultimi anni hanno ripreso i colori di Goku. A partire da Naruto, il cui biondo Ninja protagonista porta sia nella prima parte che nella seconda parte della serie (nota come Shippuden) una tuta arancione, per non parlare di Bleach dove l'improvvisato Shinigami, Ichigo Kurosaki, mostra una fiammeggiante capigliatura arancione e a proposito di fiamme, potremmo mai dimenticarci l'attributo del Firmamento che contraddistingue la fiamma di Tsuna, Boss mafioso della Famiglia Vongola nel manga Tutor Hitman REBORN! che racchiude i caldi colori dell'arancione? E Yoh, che in Shaman King, con una tuta nera ed arancione? Infine il più recente dei titoli, Toriko, che vede l'omonimo cuoco protagonista vestire nuovamente un arancione acceso.

Coincidenze? Probabile, ma è un dato di fatto che l'arancione alla rivista del pirata, ha portato una fonte cospicua di entrate non indifferente! E ciò è paradossale tenendo conto che illustrazioni e cover a parte, tutti i manga sono disegnati in bianco e nero!

mercoledì 4 maggio 2011

1x04 - D.Gray-Man: Fascino Esorcista

Se vi dico Esorcista, a cosa pensate?
Un anziano prete dalla vita vissuta, una bambina con la faccia verde e l'espressione demoniaca in volto... ? Beh, il collegamento è palese, tuttavia il panorama nipponico ha rielaborato il termine e ha dato vita ad un prodotto che cattura le atmosfere tipiche di Tim Burton e le mescola al moderno fascino goth, creando D.Gray-Man. Un titolo estremamente buono, valido ed innovativo.

In un diciannovesimo secolo immaginario, il mondo è pervaso da una guerra tra due grosse fazioni: quella degli Akuma, armi diaboliche create dal malvagio Conte del Millennio e gli Esorcisti, armati di Innocence, lo strumento divino. L'uno sono la morte dell'altro, e questo conflitto sembra continuare dagli albori del tempo. La storia ruota attorno ad uno di questi esorcisti, Allen Walker, giovane adolescente dai capelli bianchi maledetto e che nasconde l'Innocence in un mostruoso braccio sinistro e che lavora per l'Ordine Oscuro, organizzazione papale nata allo scopo di uccidere il Conte e i suoi Akuma. Se la storia parte con trame episodiche che introduce comprimari, persone comuni da salvare, spiriti e creature leggendarie. Successivamente, la trama acquisisce intrecci e maggiori dettagli che legano i vari personaggi tra di loro, facendo affezionare il lettore sia alla fazione dei buoni, che a quella dei cattivi. Se infatti, Allen è l'accattivante star della serie, molti sono gli esorcisti che fanno capolino tra le pagine: Kanda, un freddo e misterioso spadaccino, Lavi, espansivo e con un segreto alle spalle, Linalee bella e di buon cuore, Miranda, timida ed insicura, Crowley un conte con attributi da vampiro dalla duplice personalità e così via. Ognuno di loro gioca un ruolo fondamentale così come Tyki Mikk, Road e gli altri antagonisti, i Noah. Quest'orchestra di emozioni si amalgama molto bene alle atmosfere fiabesche che oscillano con armonia tra horror, fantasy, combattimenti e grosse risate riesce a distribuirsi in grandi avventure ed archi epici e pieni di verve, in un crescendo contaste sia in ambito d'atmosfere che sceneggiature.


D.Gray-Man è esente da difetti? Assolutamente no.
La storia è infatti molto confusionaria specie nelle scene d'azione, e l'umorismo storpia molto spesso smorzando alcuni momenti di tensione dove la comicità risulta davvero fuori luogo, visto il grado di sereità dell'evento vissuto al momento. A ciò aggiugiamoci purtroppo il precario stato di salute del suo giovane autore, Katsura Hoshino, che ha fatto sì la serie passasse dalla pubblicazione settimanale di Shonen Jump a quella mensile di Jump Square. L'autore per altro ha creato un forte hype sul passato dei suoi personaggi principali (Allen, Kanda e Lavi) che a causa della lentezza nella periodicità non solo rallenterà i ritmi narrativi ma anche la serializzazione dei volumi.

Arrivato a quota 21 volumi in patria e 20 in Italia (distribuito da Panini Comics che sta ristampando tutti o quasi i volumi esauriti), D.Gray-Man è un buono shonen, originale ed innovativo, che strizza l'occhio alle generazioni più giovani ma che a lungo andare potrebbe accattivarsi anche il favore di quelle più adulte, se ne avrete quindi la possibilità, dategli un'opportunità.